Gruppo Bilderberg

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Il Gruppo Bilderberg (detto anche conferenza Bilderberg o club Bilderberg) è sorto nel 1954 ed è un incontro annuale per inviti di circa 120 partecipanti, dei quali circa due terzi vengono dall’Europa e il resto dal Nord America. Circa un terzo dei partecipanti sono capi di Stato e politici, e due terzi uomini della finanza, dell’industria, del mondo del lavoro, dell’educazione e delle comunicazioni. La prima conferenza si tenne il 29 maggio 1954 presso l’hotel de Bilderberg a Oosterbeek in Olanda. Anche in Italia il gruppo si è riunito alcune volte: nel 1957 a Fiuggi, nel 1965 a Villa d’Este (Cernobbio), e nel 2004 a Stresa.

Tra le grandi personalità che vi hanno partecipato in passato è spesso citato l’ex segretario di Stato Usa Henry Kissinger, l’ex presidente americano Bill Clinton e l’ex cancelliere tedesco Gerard Schroeder. La lista dei partecipanti al Gruppo Bilderberg nel giugno 2011 includeva tra gli altri gli italiani Franco Bernabè (Telecom), John Elkann (Fiat), Paolo Scaroni (Eni), Mario Monti (Presidente dell’Università Luigi Bocconi, e attuale Presidente del Consiglio dei ministri) [1], e Giulio Tremonti (Ministro dell’Economia e delle Finanze) – cfr. http://www.bilderbergmeetings.org/. Nel 1993, nella conferenza Bilderberg che si tenne ad Atene, vi partecipò anche Tony Blair, che poi un anno dopo diventò il leader del partito laburista e nel 1997 il primo ministro del Governo Inglese!

Il gruppo si riunisce ogni anno in hotel o resort di lusso completamente svuotati di ospiti e residenti e circondati da soldati, guardie armate, servizi segreti e forze dell’ordine nazionali e locali. Chi non è invitato non può parteciparvi dunque. Nel giugno del 2011, mentre il gruppo si riuniva a Saint Moritz, nel cantone svizzero dei Grigioni, Mario Borghezio, parlamentare europeo della Lega Nord, si è presentato al lussuoso hotel dove si teneva l’incontro e avrebbe chiesto di assistere alla riunione, esibendo passaporto e tesserino da parlamentare europeo, ma sarebbe stato allontanato in malo modo dall’hotel Suvretta House. «Sono stato assistito dalla polizia elvetica, ma il trattamento subito dalla sicurezza dell’incontro è stato brutale. Ho intenzione di presentare una denuncia – ha riferito Borghezio all’agenzia di stampa Ansa – Il trattamento subito mi conferma che questa è una riunione molto importante, chiamata a prendere decisioni rilevanti senza alcun controllo popolare. È evidente che il club Bilderberg è una società segreta, come pensano in tanti, di cui meno si sa e meglio è».

Normalmente gli incontri avvengono in Europa, e una volta ogni quattro anni negli Stati Uniti o in Canada. La conferenza è chiusa al pubblico e ai media. Le discussioni tenute durante questa conferenza non vengono mai registrate o riportate all’esterno, perchè tutto deve rimanere segreto. Le decisioni che i partecipanti prendono hanno come fine ultimo il Nuovo Ordine Mondiale, e quindi sono molto importanti. Richard J. Aldrich infatti nel libro ‘The American Committee on United Europe’, afferma che fin dagli anni ’50 il Gruppo influenzò una serie di decisioni chiave nello scenario internazionale, a partire dal Trattato di Roma del 1957 di cui fu il primo sostenitore. Giovanni Agnelli, per anni membro dello Steering Committee al fianco di David Rockefeller ed Henry Kissinger, una volta disse: ‘L’integrazione europea è il nostro scopo finale e dove i governi hanno fallito, noi industriali speriamo di avere successo’.

Il gruppo Bilderberg è il più potente circolo finanziario para-massonico mondiale, dove per paramassonico si intende che possiede una ristretta dirigenza massonica, ma include anche elementi che sono dei ‘profani’ simpatizzanti per la Massoneria, che quindi non sono massoni in senso stretto ma tra coloro che sono definiti dall’interno della Massoneria come ‘massoni senza grembiule’. Daniel Estulin, l’autore del libro ‘Il Club Bilderberg: la storia segreta dei padroni del mondo’ lo ha definito in una intervista «lo strumento con cui le oligarchie finanziarie, le élite di Usa e Europa, riescono a imporre le loro politiche ai governi» (Paolo Bracalini, «L’ombra del Bilderberg: ‘Monti fa gli interessi dei poteri forti mondiali’», 18/06/2012, http://www.ilgiornale.it/): e la rivista britannica Observer, mentre nella primavera del 1963 era in corso a Cannes una riunione dei membri del Bilderberg, affermò: «La clandestinità delle loro discussioni dimostra che essi non cercano che una cosa: assicurare il loro effettivo dominio sui popoli, ma dissimulandolo, lasciandone la responsabilità a dei governi politici» (cfr. Y. Moncomble, La Trilatérale et les secrets du mondialisme, pag. 70).

Nel giugno del 2011 il senatore della Repubblica Italiana Elio Lannutti ha presentato una interrogazione parlamentare proprio sul gruppo Bilderberg, che ritengo farvi conoscere perchè mostra come questa società segreta si propone il controllo mondiale dell’economia e della politica ricorrendo ad ogni mezzo.

 

‘LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze. –

Premesso che:

come si apprende dalla lettura di un articolo del 10 giugno 2011 pubblicato su “Liquida”, quest’anno il gruppo Bilderberg, l’incontro segreto dei potenti del mondo occidentale, si è riunito «nelle stanze del lussuoso Hotel Das Suvretta House a St.Moritz, in Svizzera, dal 9 al 12 Giugno. Banchieri, politici, capi di stato, amministratori di multinazionali, direttori delle grandi compagnie di trasporti e dell’energia, proprietari dei principali mezzi di comunicazione, si riuniscono quattro giorni in gran segreto, con l’obiettivo di decidere le sorti politiche, economiche e finanziarie dell’Europa, dell’America e le azioni da intraprendere con il resto del mondo. (…) La riunione Bilderberg, che prende il nome dal primo incontro svoltosi nel 1954 nell’omonimo hotel olandese, è un conclave che riunisce, oggi anno, l’élite economica, politica e militare del mondo occidentale, per discutere, a porte rigorosamente chiuse, la situazione globale mondiale del momento e le politiche da promuovere nelle sedi internazionali ufficiali, quali l’Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale, la NATO, il G8, il G20 e così via. (…) “I media sono il quarto potere in una democrazia, dovrebbero avere la responsabilità di occuparsi di eventi come la riunione segreta Bilderberg – ha detto Andrew Müller, attivista del movimento We Are Change – se i direttori dei mass-media si riuniscono in segreto con i nostri politici, allora la democrazia è in pericolo”»;

si apprende invece in un altro articolo di “Liquida” pubblicato il 15 giugno: «In un’intervista fatta da WeAreChange a un importante banchiere svizzero il 30 maggio del 2011, vengono svelate le relazioni profondamente intrecciate tra i manager di altro livello della banche svizzere e il club del Bilderberg. È oramai palese che il Bilderberg usa le banche svizzere per le attività di riciclaggio del denaro, il finanziamento per rovesciare i governi, per gli assassini e per mandare in bancarotta le nazioni»;

in altri siti Internet si legge l’intervista: in particolare, il banchiere riferiva di essere stato coinvolto nel pagamento diretto in contanti di una persona che uccise il presidente di un paese straniero. Diversi servizi segreti provenienti dall’estero, soprattutto di lingua inglese, diedero l’ordine di finanziare azioni illegali, compresa l’uccisione di persone che non seguirono gli ordini del Bilderberg o del FMI o della Banca Mondiale, attraverso le banche svizzere. «Posso confermare quello che John Perkins ha scritto nel suo libro “Confessioni di un Sicario Economico”. Esiste veramente un solo Sistema e le banche svizzere hanno le mani in pasta in esso». Continua il banchiere: «Perché il prossimo Bilderberg meeting si farà in Svizzera. Perché la situazione mondiale peggiora sempre di più. Infine perché le maggiori banche Svizzere sono coinvolte in attività non etiche. La maggior parte di queste operazioni sono al di fuori del bilancio. Non sono sottoposte a verifica e non prevedono tasse. Si parla di cifre con molti zeri. Somme enormi (…), si parla di triliardi, illegali, non sottoposti a controllo fiscale. Fondamentalmente si tratta di una rapina per tutti. Voglio dire le persone normali pagano le tasse e rispettando le leggi. Quello che sta accadendo qui è completamente contro i nostri valori svizzeri, come la neutralità, l’onestà e la buona fede. Negli incontri dove fui coinvolto, le discussioni erano completamente contro i nostri principi democratici. Vedete, la maggior parte degli amministratori delle banche svizzere non sono più locali, sono stranieri, soprattutto anglosassoni, sia americani che britannici, non rispettano la nostra neutralità, non rispettano i nostri valori, sono contro la nostra democrazia diretta, basta loro usare le nostre banche come mezzi per fini illegali. Utilizzano enormi quantità di denaro creato dal nulla e distruggono la nostra società e distruggono le persone in tutto il mondo solo per avidità. Cercano il potere e distruggono interi paesi, come Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda. Una persona come Josef Ackermann, che è un cittadino svizzero, è l’uomo di punta di una banca tedesca (Deutsche Bank) e usa il suo potere per avidità e non rispetta la gente comune. Ha un bel paio di casi legali in Germania e ora anche negli Stati Uniti. È un Bilderberger e non si preoccupa della Svizzera o di qualsiasi altro paese»;

alla domanda dell’intervistatore se alcune di queste persone citate parteciperanno all’imminente riunione del Bilderberg a St. Moritz il banchiere risponde di sì ed aggiunge che i partecipanti sono in una posizione di potere: «Hanno enormi quantità di denaro disponibile e lo utilizzano per distruggere interi paesi. Distruggono la nostra industria e la ricostruiscono in Cina. Dall’altra parte hanno aperto le porte a tutti i prodotti cinesi in Europa. La popolazione attiva europea guadagna sempre meno. Il vero obiettivo è quello di distruggere l’Europa»; inoltre riguardo ai mass media in Occidente che «se ne stanno più o meno completamente in silenzio per quanto riguarda il gruppo Bilderberg» il banchiere sostiene che «esiste un accordo tra loro e i proprietari dei mezzi di comunicazione. Alle riunioni vengono invitate anche alcune personalità di spicco del mondo dei media, ma viene detto loro di non riferire nulla di ciò che vedono o sentono»;

considerato che: come si legge nell’atto di sindacato ispettivo dell’interrogante 4-04265 «il Bilderberg opera nel segreto assoluto e per 50 anni non si è saputo nemmeno che esistesse. Solo di recente ha aperto un sito realizzato in grande economia e che dice di fatto pochissimo. Non si conoscono le sue finalità, i suoi membri, curiosamente, non vantano l’appartenenza al gruppo nei curricula vitae. Quando il club si riunisce in seduta plenaria ai giornalisti non è permesso avvicinarsi; tra i promotori del gruppo Bilderberg ci sono Bernhard van Lippe-Biesterfeld, presidente del Bilderberg fino a quando nel 1976 diede le dimissioni per lo scandalo di una tangente da 1,1 milioni di dollari dalla Lockheed Corporation per la vendita di aerei caccia all’aviazione olandese; Joseph Retinger, economista polacco, il quale fu tra i fondatori e segretario generale fino al 1952 dell’United european movement presieduto da Winston Churchill e finanziato dall’ACUE (American Committee for United Europe); (…) il gruppo ha svolto i seguenti incontri: 29-31 maggio 1954: Oosterbeek, Olanda; 18-20 marzo 1955: Barbizon, Francia; 23-25 settembre 1955: Garmisch-Partenkirchen, Germania dell’Ovest; 11-13 maggio 1956: Fredensborg, Danimarca; 15-17 febbraio 1957: St Simons Island, Georgia, USA; 4-6 ottobre 1957: Fiuggi, Italia; 13-15 settembre 1958: Buxton, Inghilterra; 18-20 settembre 1959: Yesilköy, Turchia; 28-29 maggio 1960: Bürgenstock, Svizzera; 21-23 aprile 1961: St Castin, Canada; 18-20 maggio 1962: Saltsjöbaden, Svezia; 29-31 maggio 1963: Cannes, Francia; 20-22 marzo 1964: Williamsburg, Virginia, USA; 2-4 aprile 1965: Villa d’Este, Italia; 25-27 marzo 1966: Wiesbaden, Germania dell’Ovest; 31 marzo-2 aprile 1967: Cambridge, Inghilterra; 26-28 aprile 1968: Mont Tremblant, Canada; 9-11 maggio 1969: Marienlyst, Danimarca; 17-19 aprile 1970: Bad Ragaz, Svizzera: 23-25 aprile 1971: Woodstock, Vermont, USA; 21-23 aprile 1972: Knokke, Belgio; 11-13 maggio 1973: Saltsjöbaden, Svezia; 19-21 aprile 1974: Megève, Francia; 25-27 aprile 1975: Çesme, Turchia; 22-24 aprile 1977 (nel 1976 non ci fu alcuna conferenza poiché il principe Bernhard fu coinvolto nello scandalo Lockheed): Torquay, Inghilterra; 21-23 aprile 1978: Princeton, New Jersey, USA; 27-29 aprile 1979: Baden, Austria; 18-20 aprile 1980: Aachen, Germania dell’Ovest; 15-17 maggio 1981: Bürgenstock, Svizzera; 14-16 maggio 1982: Sandefjord, Norvegia; 13-15 maggio 1983: Montebello, Canada; 11-13 maggio 1984: Saltsjöbaden, Svezia; 10-12 maggio 1985: Rye Brook, New York, USA; 25-27 aprile 1986: Gleneagles, Scozia; 24-26 aprile 1987: Villa d’Este, Italia; 3-5 giugno 1988: Telfs-Buchen, Austria; 12-14 maggio 1989: La Toja, Spagna; 11-13 maggio 1990: Glen Cove, New York, USA; 6-9 giugno 1991: Baden-Baden, Germania; 21-24 maggio 1992: Evian-les-Bains, Francia; 22-25 giugno 1993: Atene, Grecia; 3-5 giugno 1994: Helsinki, Finlandia; 8-11 giugno 1995: Zurigo, Svizzera; 30 maggio-1º giugno 1996: Toronto, Canada; 12-15 giugno 1997: Lake Lanier, Georgia, USA; 14-17 maggio 1998: Turnberry, Ayrshire, Scozia; 3-6 giugno 1999: Sintra, Portogallo; 1°-4 giugno 2000: Genval, Bruxelles, Belgio; 24-27 maggio 2001: Gothenburg, Svezia; 30 maggio-2 giugno 2002: Chantilly, Virginia, USA; 15-18 maggio 2003: Versailles, Parigi, Francia; 3-6 giugno 2004: Stresa, Italia; 5-8 maggio 2005: Rottach-Egern, Monaco, Germania; 8-11 giugno 2006: Ottawa, Canada; 31 maggio-3 giugno 2007: Istanbul, Turchia; 5-8 giugno 2008: Chantilly, Virginia, USA; 14-16 maggio 2009: Atene, Grecia; cui si aggiunge l’incontro avvenuto il 3-6 giugno 2010 a Sigtes in Spagna; ancora dalla lettura del citato articolo del 10 giugno su “Liquida” si apprende che questi sono «alcuni dei partecipanti italiani che avrebbero preso parte agli incontri Bilderberg degli scorsi anni: Franco Bernabè, John Elkann, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Paolo Scaroni, Giulio Tremonti, Gianni Agnelli, Umberto Agnelli, Alfredo Ambrosetti, Emma Bonino, Giampiero Cantoni, Lucio Caracciolo, Luigi G. Cavalchini, Adriana Ceretelli, Innocenzo Cipolletta, Gian C. Cittadini Cesi, Rodolfo De Benedetti, Ferruccio De Bortoli, Paolo Zannoni, Antonio Vittorino, Ignazio Visco, Walter Veltroni, Marco Tronchetti Provera, Ugo Stille, Barbara Spinelli, Domenico Siniscalco, Stefano Silvestri, Renato Ruggiero, Carlo Rossella, Virginio Rognoni, Sergio Romano, Gianni Riotta, Alessandro Profumo, Romano Prodi, Corrado Passera, Mario Monti, Cesare Merlini, Rainer S. Masera, Claudio Martelli, Giorgio La Malfa, Francesco Giavazzi, Gabriele Galateri, Paolo Fresco, John Elkann, Mario Draghi, Gianni De Michelis»; in occasione della precedente riunione del gruppo Bilderberg, l’interrogante aveva presentato il citato atto di sindacato ispettivo, che ad oggi non ha avuto risposta, per chiedere ragione delle misteriose riunioni,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga che l’assoluta segretezza che ha sempre caratterizzato le riunioni Bilderberg non sia accettabile considerato che politici e capi di Stato dovrebbero sempre render conto di tutte le riunioni che fanno ai propri cittadini, consentendo quindi ai mass media di seguire l’evento e fare domande circa l’agenda dettagliata dell’incontro Bilderberg e delle decisioni che si prenderanno in merito ai piccoli ed ai grandi problemi che coinvolgono tutti; se non intenda, vista la partecipazione agli incontri del gruppo Bilderberg di Ministri ed esponenti dei vertici di aziende pubbliche italiane, favorire, nelle opportune sedi, la massima trasparenza delle riunioni, considerato che la riservatezza maniacale alimenta il sospetto e il mistero in democrazia è malsano; se negli incontri riservati vengano decisi anche i rapporti di affari tra i banchieri, i governatori delle banche centrali, i “capitani di industria” ed i “vari faccendieri” che possono così effettuare allegre speculazioni.

(Legislatura 16 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05452 pubblicato il 22 giugno 2011, seduta n. 571 – da http://www.eliolannutti.it/blog/?s=bilderberg).

L’intervista al banchiere svizzero – che devo dire è molto inquietante – di cui si fa cenno nell’interrogazione è visionabile qua in lingua inglese http://bilderbergconferences.com/bilderberg-agenda/interview-with-swiss-banker-reveals-bilderberg-2011-plans-for-internet-censorship-are-coming/

mentre qua in lingua italiana

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8428

 

hotel-bilderberg

Foto: l’hotel dove si è tenuto il primo incontro nel 1954 e una foto di quell’incontro.

 

Note

[1] Secondo quanto ha affermato il maestro massone Gioele Magaldi, leader del movimento Grande Oriente Democratico, durante una intervista andata in onda su Radio24 durante il programma ‘La zanzara’ del 25/11/2011, «Mario Monti è un massone. […] Ha avuto una duplice affiliazione: una inglese e una in un contesto […] misto anglo-franco-belga» ed appartiene ad «un corpo d’elite, superiore ai tre gradi […] La massoneria di Monti è una massoneria appunto molto british, e direi è parte del gota internazionale della Massoneria». Ed oltre a ciò, nel suo Governo «c’è un alto tasso» di massoni. (intervista ascoltabile qua http://youtu.be/SLgYDSzBYPk). Mario Monti però ha smentito di essere massone, in quanto in una intervista fattagli dalla giornalista Lilli Gruber – in occasione della trasmissione ‘Otto e Mezzo’ su La7 del 20 gennaio 2012 – alla domanda: ‘Posso chiederle se è massone?’ ha detto tra le altre cose: ‘Non so bene cosa sia la massoneria, so certamente di non essere massone. E non saprei neanche come valutare i massoni, come accorgermi se uno è massone‘ (video su Youtube dal titolo: ‘OttoeMezzo – Lilli Gruber a Mario Monti: Lei è Massone? 20/01/2012’ http://youtu.be/KB0DmXOzYb4). Parole queste che hanno fatto arrabbiare quelli del Grande Oriente Democratico, che hanno ribadito con forza che Mario Monti è massone dicendogli: ‘Se proprio volevi glissare sulle tue appartenenze massoniche, potevi rispondere a Lilli Gruber: “Mi scusi, ma queste sono questioni mie personali, che nulla hanno a che vedere con le modalità della mia presente azione di governo”. Sarebbe stata una risposta alquanto evasiva e altrettanto insincera, ma molto più dignitosa. E anche volendo negare (per presunta tattica mediatica volta ad evitare incidenti di percorso) ciò che Tu sai bene essere vero, un po’ di riflessione prudente e sobria avrebbe dovuto consigliare di astenerti dal dichiararti semi-analfabeta sul piano storico e sociologico pur di dissimulare le tue frequenze fra le colonne del Tempio di Salomone; frequenze verificatesi tanto in ambito britannico che continentale, come ben ricordano diversi tuoi Confratelli da una parte all’altra della Manica’ (http://www.grandeoriente-democratico.com/).