Confutazione dell’interpretazione avventista di Col. 2:16-17

Gli Avventisti del Settimo Giorno – Indice  >  L’imposizione del sabato e della decima, e il divieto di mangiare alcuni cibi e di bere alcune bevande  >  L’imposizione del sabato  >  Confutazione dell’interpretazione avventista di Col. 2:16-17

Agli Avventisti le parole di Colossesi 2:16-17 danno particolarmente fastidio (questo è comprensibile dato che gli turano la bocca), e difatti sono quelle contro cui si scagliano di più per dimostrare che Paolo non ha voluto dire che Cristo ha abrogato il sabato. Ascoltate quello che dicono commentando queste parole di Paolo: ‘E’ difficile che Paolo si riferisca al settimo giorno del Decalogo, perché questo sabato non è ombra di niente, è una realtà in sé’.[1] Ma allora a cosa si riferiva Paolo quando parlava di sabati? ‘Si riferisce ai sabati cerimoniali, non al sabato settimo giorno’.[2] Dove per sabati cerimoniali gli Avventisti intendono quei giorni di sabato che cadevano nelle feste giudaiche. E per rafforzare questa loro interpretazione fanno questa affermazione: ‘Gli Avventisti riconoscono che delle circa 60 apparizioni del termine ‘sabato’ nel Nuovo Testamento, 59 si riferiscono al sabato settimanale, ma essi sostengono che in Colossesi 2 il termine si riferisce ai ‘sabati cerimoniali’[3]!

Ma un simile discorso è vano per queste ragioni.

Primo perché Paolo quando ha parlato di feste ha implicitamente già incluso in quelle feste tutti quei sabati che facevano parte di qualche festa (per esempio il sabato che cadeva durante la festa degli Azzimi, o quello che cadeva durante la festa delle Capanne); e quand’anche non li avesse inclusi nelle feste da lui citate certamente nella parola sabati c’erano inclusi non solo i sabati delle feste ma anche tutti gli altri. Certo che ragionando come fanno gli Avventisti si potrebbe pure far dire a Paolo che quando rimproverò i Galati di essersi messi ad osservare giorni, tra quei giorni non c’era il sabato! E chissà, magari anche che lui impose la decima (quantunque fosse della tribù di Beniamino e non fosse sacerdote nel tempio) perché disse che coloro che annunciano l’Evangelo devono vivere dell’Evangelo (come se il precetto della decima fosse parte integrante del Vangelo che lui annunciava)! Ma ammesso e non concesso che Paolo ai Colossesi si riferisca ai sabati ‘cerimoniali’ e non al settimo giorno del Decalogo, gli Avventisti cadono in contraddizione. Perché? Perché quei sabati che cadono durante la festa della Pasqua e della festa delle Capanne, per esempio, loro non li dovrebbero osservare per non essere giudicati. Se infatti sono stati abrogati perché facenti parte di quelle feste, loro per coerenza non li dovrebbero osservare quegli specifici sabati. Se quindi sono stati abrogati perché loro li osservano e dicono di osservarli? E poi sempre sabati erano quelli che cadevano durante le feste giudaiche; in essi occorreva riposarsi come in qualsiasi altro sabato, in base al quarto comandamento del Decalogo. Per cui se gli Avventisti affermano che Paolo ai Colossesi parla dell’abrogazione di quei cosiddetti sabati cerimoniali, essi implicitamente ammettono che una parte dei sabati furono aboliti da Cristo. Il che contrasta con quanto essi dicono circa il sabato, e cioè che il quarto comandamento non è stato abrogato da Cristo. Se infatti il quarto comandamento non fu abrogato da Cristo, per forza di cose non furono aboliti neppure quei sabati ‘cerimoniali’, perché in essi occorreva riposarsi sempre in base al quarto comandamento del Decalogo. Difatti il quarto comandamento si estendeva a tutti i sabati. Voglio farvi comprendere con un esempio quanto ho appena detto. Ora, noi sappiamo che Gesù fu crocifisso di venerdì, poco prima che iniziasse il sabato. Luca dice che “era il giorno della Preparazione, e stava per cominciare il sabato”.[4] Che cosa era quel sabato? Era un sabato ‘cerimoniale’ dal punto di vista degli Avventisti perché cadeva durante una delle feste giudaiche, e precisamente la Pasqua (nel Levitico questo sabato è menzionato al capitolo 23, versetto 7). Dunque, quel preciso sabato fu abolito da Cristo. Quando dunque arriva la Pasqua giudaica, gli Avventisti non dovrebbero osservare quel sabato che cade durante la festa degli Azzimi. Ma, guarda caso, come se niente fosse, essi osservano pure quello facendo notare che Gesù si riposò anche in quel sabato (nella tomba però). Ma se lui lo ha abolito sulla croce perché lo continuate ad osservare o Avventisti? Questa appena esposta è una contraddizione evidente, che mostra ancora una volta che se non si taglia rettamente la Scrittura si rimane confusi. Giudicate da voi stessi quello che vi dico, fratelli.

Secondo perché ci sono diversi passaggi nell’Antico Patto in cui compare la parola sabati ma essa si riferisce al sabato come settimo giorno in generale e difatti anche in questi passi il termine è citato separatamente dal termine feste. Per esempio Dio dice in Osea: “E farò cessare tutte le sue gioie, le sue feste, i suoi noviluni, i suoi sabati, e tutte le sue solennità”,[5] e nelle Cronache è scritto: “Ecco, io sto per edificare una casa per il nome dell’Eterno, dell’Iddio mio, per consacrargliela, per bruciare dinanzi a lui il profumo fragrante, per esporvi permanentemente i pani della presentazione, e per offrirvi gli olocausti del mattino e della sera, dei sabati, dei novilunî, e delle feste dell’Eterno, dell’Iddio nostro. Questa è una legge perpetua per Israele”;[6] ed ancora: “Allora Salomone offrì degli olocausti all’Eterno sull’altare dell’Eterno, ch’egli avea costruito davanti al portico; offriva quello che bisognava offrire, secondo l’ordine di Mosè, ogni giorno, nei sabati, nei noviluni, e nelle feste solenni, tre volte all’anno: alla festa degli azzimi, alla festa delle settimane e alla festa delle capanne”.[7] In particolare in Levitico capitolo 23 viene detto da Dio ad Israele, dopo avergli detto quali feste doveva festeggiare (tra le cui feste c’erano dei sabati: cfr. Lev. 23:8,32): “Queste sono le solennità dell’Eterno che voi bandirete come sante convocazioni, perché si offrano all’Eterno sacrifizi mediante il fuoco, olocausti e oblazioni, vittime e libazioni, ogni cosa al giorno stabilito, oltre i sabati dell’Eterno, oltre i vostri doni, oltre tutti i vostri voti e tutte le offerte volontarie che presenterete all’Eterno”.[8] Come si può ben vedere i sabati vengono citati separatamente dalle feste solenni anche nell’Antico Patto.

La conclusione a cui si giunge quindi è semplice; quando Paolo parlò ai Colossesi di sabati intese dire il sabato che gli Avventisti impongono con forza.

 


[1] Il Messaggero Avventista, Luglio-Agosto 1991, pag. 109

[2] Ibid., pag. 109

[3] Ibid., pag. 109

[4] Luca 23:54

[5] Osea 2:11

[6] 2 Cron. 2:4

[7] 2 Cron. 8:12-13

[8] Lev. 23:37-38

  

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