Terremoti – Una parola di riprensione per Salvatore Cusumano, pastore ADI

Cile, terremoto del 2010.

Salvatore, tu meriti una severa riprensione pubblica per questo articolo insensato e pieno di menzogne che hai scritto e pubblicato su ‘Il Pruno Ardente’ (estate 2011, pag. 1) e che porta il titolo ‘Terremoti’.

Ecco il tuo articolo completo:

‘La cronaca di questi ultimi anni, al crudele ritmo scandito dalle moderne tecnologie, ci ha abituato a notizie in tempo reale dei cataclismi che scuotono il nostro pianeta. Le immagini desolanti di distruzione e di dolore corrono lungo le vie inestricabili del Web o attraversano l’etere e si materializzano sugli schermi di casa nostra. L’esigenza tutta umana di razionalizzare si concretizza nella domanda: “perché?”. Il non credente attribuisce la responsabilità all’ordine, o disordine, naturale. Il dubbioso argomenta che se vi fosse un Dio, non sarebbe buono ma responsabile di tali immani devastazioni. I credenti al contrario ritengono che Dio non sia causa di male, piuttosto la natura segue il proprio corso determinato dalla corruzione introdotta dal peccato del primo uomo. Alcuni fra loro, invece, ritengono che le calamità naturali siano il mezzo utilizzato da Dio per punire l’empietà umana.
Nella Bibbia ricorrono sedici citazioni di terremoti, se consideriamo che ben cinque sono menzionati in Apocalisse, libro profetico per eccellenza, ne conseguiamo che sono collocati in un futuro non identificabile. Le restanti nove citazioni si riferiscono difatti a cinque eventi. Il primo è il terremoto di origine divina che sembra abbia interessato soltanto il monte sul quale si trovava Elia: “Iddio gli disse: ‘Esci fuori e fermati sul monte, dinanzi all’Eterno’. Ed ecco passava l’Eterno. Un vento forte, impetuoso, schiantava i monti e spezzava le rocce dinanzi all’Eterno, ma l’Eterno non era nel vento. E, dopo il vento, un terremoto; ma l’Eterno non era nel terremoto. E, dopo il terremoto, un fuoco; ma l’Eterno non era nel fuoco. E, dopo il fuoco, un suono dolce e sommesso” (I Re 19:11-12). Il secondo è il terremoto dei giorni del re Uzzia, la cui memoria è conservata in due libri profetici: “Parole di Amos, uno dei pastori di Tekoa, rivelategli in visione, intorno ad Israele, ai giorni di Uzzia, re di Giuda, e ai giorni di Geroboamo, figliuolo di Joas, re d’Israele, due anni prima del terremoto” (Amos 1:1; Zaccaria 14:5).
Il Nuovo Testamento menziona il terremoto registrato alla morte di Gesù: “E il centurione e quelli che con lui facean la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, temettero grandemente, dicendo: Veramente, costui era Figliuol di Dio” (Matteo 27:54). Un altro terremoto scosse quelle terre alla resurrezione di Gesù: “Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra, e vi sedette sopra” (Matteo 28:2). Infine il libro di Atti parla di un terremoto “gentile” che liberò Paolo e Sila dai ceppi nei quali erano stati incatenati a motivo della testimonianza dell’Evangelo: “Ad un tratto si fece un gran terremoto, talché la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell’istante tutte le porte si apersero, e i legami di tutti si sciolsero” (Atti 16:26).
Alla luce di questa sommaria statistica non ci sentiamo di condividere la posizione di quanti attribuiscono a Dio la responsabilità delle catastrofi, così come non riteniamo biblica la posizione di chi addita in ogni calamità naturale il giudizio divino, non escludendo con questo che Dio può utilizzare la natura per richiamare gli uomini all’attenzione rispetto le verità eterne.
I discepoli di ogni tempo al pari di quelli del tempo di Gesù vogliono salvaguardare l’onore di Dio, non imputandoGli alcuna responsabilità, ed in questo sono nel vero, ma per raggiungere questo risultato non è detto che sia necessario scaricare ogni responsabilità su questa povera e già martoriata umanità. Consideriamo alcuni insegnamenti della Scrittura su Dio. Il primo riguarda la Sua pazienza: “…considerate che la pazienza del Signore è per la vostra salvezza” (II Pietro 3:15). Dio nel nostro tempo non punisce fisicamente il peccato. Egli attende, nonostante le brutture umane, che gli uomini ascoltino la Parola della salvezza e si ravvedano, come scriveva l’apostolo Paolo nell’epistola ai Romani: “Oppure disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua costanza, non riconoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?” (Romani 2:4).
Il secondo insegnamento riguarda la giustizia di Dio. Perché Dio dovrebbe colpire? Sarebbe una rivalsa tipicamente umana. Quanto siamo lontani dall’idea biblica di giustizia di Dio. Come si esprimeva bene il salmista allorché esclamava: “La Tua giustizia è una giustizia eterna” (Salmo 119:142)’.

Da: http://www.adiroma.it/

Ora, tu dici in merito ai cataclismi o le calamità naturali che scuotono il pianeta terra che ‘i credenti al contrario ritengono che Dio non sia causa di male, piuttosto la natura segue il proprio corso determinato dalla corruzione introdotta dal peccato del primo uomo’.
I credenti? E quali credenti ritengono che Dio non sia causa di male? Quelli come te che credono nel caso e nel rischio delle probabilità – come ci crede il tuo collega Paolo Lombardo – e che non credono nella sovranità di Dio. Ma certamente i credenti che credono che Dio regna nell’intero universo e che non cade a terra un solo passero senza il Suo volere (Matteo 10:29), credono che Dio crea il male o l’avversità, e non credono alle menzogne che tu e tanti altri credete. Menzogne? Certo, menzogne, perchè sono parole le tue che vanno apertamente contro la Parola di Dio, che è verità. E cosa dice la Parola di Dio? Ascolta attentamente.
Dio dice tramite il profeta Isaia: “Io sono l’Eterno, e non ve n’è alcun altro; fuori di me non v’è altro Dio! io t’ho cinto, quando non mi conoscevi, perché dal levante al ponente si riconosca che non v’è altro Dio fuori di me. Io sono l’Eterno, e non ve n’è alcun altro; io formo la luce, creo le tenebre, do il benessere, creo l’avversità; io, l’Eterno, son quegli che fa tutte queste cose.” (Isaia 45:5-7). Alcune Bibbie mettono ‘il male’ al posto di ‘l’avversità’ – come la Diodati – (la Nuova Diodati invece mette ‘la calamità’), e questo è in accordo con quello che dice il profeta Geremia: “Il male ed il bene non procedon essi dalla bocca dell’Altissimo?” (Lamentazioni 3:38). Ed a quale male si riferiva il profeta se non a quello che era piombato per ordine di Dio su Gerusalemme a motivo dei suoi peccati? A quale male si riferiva egli se non a quello che i profeti avevano predetto da parte di Dio contro Gerusalemme? Infatti poco prima il profeta afferma: “Chi mai dice una cosa che s’avveri, se il Signore non l’ha comandato?” (Lamentazioni 3:37). Come puoi vedere dunque, Dio crea anche il male, cioè lo causa, eccome se lo causa.
Ma non hai mai letto poi che il profeta Amos dice: “Una sciagura piomba ella sopra una città, senza che l’Eterno ne sia l’autore?” (Amos 3:6)? Ora, prendiamo per esempio il terremoto che ha colpito tanti anni fa la città di Messina e quello che ha colpito pochi anni fa la città dell’Aquila, cosa dice la Bibbia? Che quelle sciagure sono piombate su quelle città per ordine e volere di Dio, o meglio perchè le ha mandate Dio in quanto Egli ne è stato l’autore. Non ti è abbastanza chiaro il concetto? Tu erri grandemente per mancanza di conoscenza.

Tu dici poi che voi credete che la natura segue il proprio corso determinato dalla corruzione introdotta dal peccato del primo uomo. Ma che linguaggio è questo? Questo non è il linguaggio biblico ma è la lingua ‘adiese’ piena di sofismi, di menzogne, e di ambiguità che hanno come scopo quello di creare confusione nella mente dei credenti, e che tu conosci molto bene.
La natura è sotto la piena sovranità di Dio, che ne dirige e governa ogni minimo movimento e atto, e quindi tutte le calamità naturali, dalle carestie ai fulmini, dagli alluvioni ai terremoti, non avvengono perchè come dici tu ‘la natura segue il proprio corso determinato dalla corruzione introdotta dal peccato del primo uomo’ ma per volere ed ordine di Dio. In altre parole, la natura segue il corso determinato da Dio per cui le calamità naturali che colpiscono gli uomini sono dei suoi castighi o flagelli.

Questo è quello che insegna la Scrittura.
Cominciamo con i terremoti. La Bibbia dice che essi avvengono per l’ira di Dio, per cui sono una manifestazione dell’ira di Dio. La Scrittura dice che per l’ira di Dio trema la terra (cfr. Geremia 10:10), e difatti sempre la Scrittura dice che ai giorni di Uzzia ci fu un forte terremoto (cfr. Zaccaria 14:5), che era stato predetto da Dio tramite il profeta Amos contro Israele a motivo della malvagità che imperava tra il popolo: “Così parla l’Eterno: Per tre misfatti d’Israele, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza. Perché vendono il giusto per danaro, e il povero se deve loro un paio di sandali; perché bramano veder la polvere della terra sul capo de’ miseri, e violano il diritto degli umili, e figlio e padre vanno dalla stessa femmina, per profanare il nome mio santo. Si stendono presso ogni altare su vesti ricevute in pegno, e nella casa dei loro dèi bevono il vino di quelli che han colpito d’ammenda. Eppure, io distrussi d’innanzi a loro l’Amoreo, la cui altezza era come l’altezza dei cedri, e ch’era forte come le querce; e io distrussi il suo frutto in alto e le sue radici in basso. Eppure, io vi trassi fuori del paese d’Egitto, e vi condussi per quarant’anni nel deserto, per farvi possedere il paese dell’Amoreo. E suscitai tra i vostri figliuoli de’ profeti, e fra i vostri giovani de’ nazirei. Non è egli così, o figliuoli d’Israele? dice l’Eterno. Ma voi avete dato a bere del vino ai nazirei, e avete ordinato ai profeti di non profetare! Ecco, io farò scricchiolare il suolo sotto di voi, come lo fa scricchiolare un carro pien di covoni. All’agile mancherà modo di darsi alla fuga, al forte non gioverà la sua forza, e il valoroso non salverà la sua vita; colui che maneggia l’arco non potrà resistere, chi ha il piè veloce non potrà scampare, e il cavaliere sul suo cavallo non salverà la sua vita; il più coraggioso fra i prodi, fuggirà nudo in quel giorno, dice l’Eterno. ….. Ascoltate questo, o voi che vorreste trangugiare il povero e distruggere gli umili del paese; voi che dite: ‘Quando finirà il novilunio, perché possiam vendere il grano? Quando finirà il sabato, perché possiamo aprire i granai, scemando l’efa, aumentando il siclo, falsificando le bilance per frodare, comprando il misero per danaro, e il povero se deve un paio di sandali? E venderemo anche la vagliatura del grano!’ L’Eterno l’ha giurato per colui ch’è la gloria di Giacobbe: Mai dimenticherò alcuna delle vostre opere. Il paese non tremerà esso a motivo di questo? Ogni suo abitante non ne farà egli cordoglio? Il paese si solleverà tutto quanto come il fiume, ondeggerà, e s’abbasserà come il fiume d’Egitto” (Amos 2:6-16; 8:4-8). Nota in particolare queste parole pronunciate da Dio: “Ecco, io farò scricchiolare il suolo sotto di voi, come lo fa scricchiolare un carro pien di covoni” che confermano pienamente che un terremoto avviene per diretto intervento di Dio che fa tremare la terra; e queste altre: “Il paese non tremerà esso a motivo di questo?” che confermano che un terremoto è un giudizio di Dio contro coloro che fanno il male, infatti ai giorni di Amos gli Israeliti erano dati al male, e Dio a causa della loro malvagità li punì anche con un terremoto. Dico anche, perchè i giudizi di Dio furono di varia natura.

Vediamo ora i maremoti (per indicare i quali, in questi ultimi anni, nel mondo viene usato il termine giapponese tsunami). La Scrittura afferma in Amos: “Egli ha fatto le Pleiadi e Orione, muta l’ombra di morte in aurora, e fa del giorno una notte oscura; chiama le acque del mare, e le riversa sulla faccia della terra: il suo nome è l’Eterno” (Amos 5:8), ed anche: “Egli è colui che costruisce nei cieli le sue stanze superiori, e ha fondato la sua vòlta sulla terra; egli chiama le acque del mare, e le spande sulla faccia della terra; il suo nome è l’Eterno” (Amos 9:6). Allora, non è abbastanza chiaro il profeta sul perchè si verificano gli tsunami? Come puoi vedere, è Dio stesso che chiama le acque del mare e le riversa sulla faccia della terra. Quindi Lui usa anche gli tsunami per punire i popoli.

Anche la siccità è un giudizio che Dio infligge contro gli uomini per punirli a motivo della loro malvagità. Vediamo alcuni passi biblici a tal proposito. In Giobbe è scritto: “Egli [Dio] trattiene le acque, e tutto inaridisce” (Giobbe 12:15); Dio disse ad Israele tramite Mosè: “Ora, se tu ubbidisci diligentemente alla voce dell’Eterno, del tuo Dio, avendo cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti che oggi ti do, avverrà che l’Eterno, il tuo Dio, ti renderà eccelso sopra tutte le nazioni della terra; e tutte queste benedizioni verranno su te e si compiranno per te, se darai ascolto alla voce dell’Eterno, dell’Iddio tuo: … L’Eterno aprirà per te il suo buon tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia a suo tempo, e per benedire tutta l’opera delle tue mani, e tu presterai a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito. …. Ma se non ubbidisci alla voce dell’Eterno, del tuo Dio, se non hai cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti e tutte le sue leggi che oggi ti do, avverrà che tutte queste maledizioni verranno su te e si compiranno per te: …. L’Eterno ti colpirà di consunzione, di febbre, d’infiammazione, d’arsura, d’aridità, di carbonchio e di ruggine, che ti perseguiteranno finché tu sia perito. Il tuo cielo sarà di rame sopra il tuo capo, e la terra sotto di te sarà di ferro. L’Eterno manderà sul tuo paese, invece di pioggia, sabbia e polvere, che cadranno su te dal cielo, finché tu sia distrutto” (Deuteronomio 28:1-2, 12,15,22-24); ed ancora Dio disse a Israele tramite Amos: “E v’ho pure rifiutato la pioggia, quando mancavano ancora tre mesi alla mietitura; ho fatto piovere sopra una città, e non ho fatto piovere sopra un’altra città; una parte di campo ha ricevuto la pioggia, e la parte su cui non ha piovuto è seccata. Due, tre città vagavano verso un’altra città per bever dell’acqua, e non potean dissetarsi; ma voi non siete tornati a me, dice l’Eterno” (Amos 4:7-8). Non è abbastanza chiara la Scrittura?

Ma proseguiamo con gli alluvioni, perchè anch’essi sono dei giudizi di Dio o flagelli di Dio. Che sta scritto? Che ai giorni di Noè Dio mandò sul mondo degli empi di allora così tanta acqua da coprire tutte le più alte cime dei monti; tutti gli esseri umani perirono, tranne che Noè e sette altri; anche gli animali perirono tutti, eccezion fatta che quelli che erano nell’arca di Noè (cfr. Genesi 7:17-23). Come dunque quel diluvio fu un giudizio di Dio contro gli empi di allora, così anche oggi i diluvi locali che causano danni e spesso vittime sono anch’essi dei giudizi di Dio. In Giobbe è scritto che Dio “trattiene le acque, e tutto inaridisce; le lascia andare, ed esse sconvolgono la terra” (Giobbe 12:15), ed anche: “Egli carica pure le nubi d’umidità, disperde lontano le nuvole che portano i suoi lampi ed esse, da lui guidate, vanno vagando nei lor giri per eseguir quanto ei loro comanda sopra la faccia di tutta la terra; e le manda o come flagello, o come beneficio alla sua terra, o come prova della sua bontà” (Giobbe 37:11-13). Non è abbastanza chiara la Scrittura anche in questo caso?

E veniamo agli uragani. Il Salmista pregava Dio dicendo a proposito dei nemici di Israele: “Dio mio, rendili simili al turbine, simili a stoppia dinanzi al vento. Come il fuoco brucia la foresta, e come la fiamma incendia i monti, così perseguitali con la tua tempesta, e spaventali col tuo uragano. Cuopri la loro faccia di vituperio, onde cerchino il tuo nome, o Eterno! Siano svergognati e costernati in perpetuo, siano confusi e periscano! E conoscano che tu, il cui nome è l’Eterno, sei il solo Altissimo sopra tutta la terra” (Salmo 83:13-18). Non è abbastanza chiaro anche qua che gli uragani sono dei giudizi di Dio?

Parliamo dei fulmini ora. La Scrittura dice che sono giudizi di Dio anche i fulmini che colpiscono le persone secondo che è scritto che Dio si riempie le mani di fulmini e “li lancia contro gli avversari” (Giobbe 36:32).

Anche la grossa grandine che talvolta cade sugli uomini è un giudizio di Dio, ricordati infatti che una delle piaghe mandate da Dio contro gli Egiziani fu appunto la grandine secondo che è scritto: “Ecco, domani, verso quest’ora, io farò cadere una grandine così forte, che non ce ne fu mai di simile in Egitto, da che fu fondato, fino al dì d’oggi. Or dunque manda a far mettere al sicuro il tuo bestiame e tutto quello che hai per i campi. La grandine cadrà su tutta la gente e su tutti gli animali che si troveranno per i campi e non saranno stati raccolti in casa, e morranno’ (Esodo 9:18-19).

Ma rifletti – se hai voglia e tempo, dato che voi pare non abbiate nè voglia e nè tempo per farlo -: se la Scrittura chiama Dio “Colui che castiga le nazioni” (Salmo 94:10), e dice che “Egli, l’Eterno, è l’Iddio nostro; i suoi giudizi s’esercitano su tutta la terra” (Salmo 105:7), come castiga le nazioni esercitando i suoi giudizi contro di esse, se non mandando anche i terremoti, gli alluvioni, gli uragani, e la siccità contro di esse?

Certo, è vero che in queste sciagure talvolta muoiono pure dei figli di Dio o subiscono dei danni pure loro. Ma quando muoiono i giusti, essi vanno direttamente in cielo a stare con il Signore, perchè cosa di grande momento è agli occhi di Dio la morte dei suoi diletti, e quindi se muoiono non subiscono nessun danno, in quanto per i giusti morire è guadagno. Il fatto che siano morti in quella sciagura vuol dire quindi che per loro era giunta l’ora del trapasso stabilita da Dio. Nel caso invece non muoiono ma subiscono dei danni fisici o materiali, sicuramente si tratterà o di una punizione (perchè è scritto che “il Signore corregge colui ch’Egli ama, e flagella ogni figliuolo ch’Egli gradisce” Ebrei 12:6) o di una prova (come nel caso del giusto Giobbe) che Dio ha riservato loro, per ragioni che Dio sa, e quindi in ambedue i casi hanno uno scopo benefico.

Quindi sappi che coloro che ‘ritengono che le calamità naturali siano il mezzo utilizzato da Dio per punire l’empietà umana’ non affermano nessuna eresia, e non sono per niente da biasimare o riprendere, perchè quelli che insegnano una falsa dottrina su questo argomento e che quindi sono biasimare e riprendere, siete proprio voi. Siete voi che non vi attenete alla Parola di Dio, siete voi che rigettate la Parola di Dio, e così facendo vi siete fatti un Dio su misura, un Dio diverso da quello che ci presenta così chiaramente la Scrittura. Ma voi delle ADI, e non solo voi, siete abituati ad annullare la Scrittura: pare che sia diventato un vostro passatempo quello di escogitare dottrine e ragionamenti che annullano la Parola di Dio. E per questo porterete la pena della vostra ribellione, siatene certi.

Tu citi poi i terremoti presenti nella Bibbia, affermando: ‘Nella Bibbia ricorrono sedici citazioni di terremoti, se consideriamo che ben cinque sono menzionati in Apocalisse, libro profetico per eccellenza, ne conseguiamo che sono collocati in un futuro non identificabile. Le restanti nove citazioni si riferiscono difatti a cinque eventi. Il primo è il terremoto di origine divina che sembra abbia interessato soltanto il monte sul quale si trovava Elia: “Iddio gli disse: ‘Esci fuori e fermati sul monte, dinanzi all’Eterno’. Ed ecco passava l’Eterno. Un vento forte, impetuoso, schiantava i monti e spezzava le rocce dinanzi all’Eterno, ma l’Eterno non era nel vento. E, dopo il vento, un terremoto; ma l’Eterno non era nel terremoto. E, dopo il terremoto, un fuoco; ma l’Eterno non era nel fuoco. E, dopo il fuoco, un suono dolce e sommesso” (I Re 19:11-12). Il secondo è il terremoto dei giorni del re Uzzia, la cui memoria è conservata in due libri profetici: “Parole di Amos, uno dei pastori di Tekoa, rivelategli in visione, intorno ad Israele, ai giorni di Uzzia, re di Giuda, e ai giorni di Geroboamo, figliuolo di Joas, re d’Israele, due anni prima del terremoto” (Amos 1:1; Zaccaria 14:5). Il Nuovo Testamento menziona il terremoto registrato alla morte di Gesù: “E il centurione e quelli che con lui facean la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, temettero grandemente, dicendo: Veramente, costui era Figliuol di Dio” (Matteo 27:54). Un altro terremoto scosse quelle terre alla resurrezione d Gesù: “Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra, e vi sedette sopra” (Matteo 28:2). Infine il libro di Atti parla di un terremoto “gentile” che liberò Paolo e Sila dai ceppi nei quali erano stati incatenati a motivo della testimonianza dell’Evangelo: “Ad un tratto si fece un gran terremoto, talché la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell’istante tutte le porte si apersero, e i legami di tutti si sciolsero” (Atti 16:26)’.

Ma ci sono alcuni particolari importanti da tenere conto: tu oltre a non avere detto che la terra trema per l’ira di Dio, come dice il profeta Geremia; non hai detto che nel caso del terremoto ai giorni di Uzzia è scritto che fu Dio a far tremare la terra (“Ecco, io farò scricchiolare il suolo sotto di voi, come lo fa scricchiolare un carro pien di covoni”); come non hai detto neppure per quale ragione venne quel terremoto e cioè per punire il popolo per la sua malvagità, e queste non sono omissioni di poco conto. Ma voi siete maestri nell’omettere i passi della Bibbia che distruggono i vostri vani ragionamenti.

E non solo, hai farfugliato qualcosa in merito ai terremoti menzionati nell’Apocalisse, senza spiegare un bel niente. Tu dici infatti: ‘Nella Bibbia ricorrono sedici citazioni di terremoti, se consideriamo che ben cinque sono menzionati in Apocalisse, libro profetico per eccellenza, ne conseguiamo che sono collocati in un futuro non identificabile’. E che significa questo? Cosa vuoi dire? Futuro non identificabile? Non mi pare proprio, perchè gli eventi che sono menzionati nell’Apocalisse – compresi quindi i terremoti – devono avvenire in breve, e precederanno il ritorno glorioso di Cristo dal cielo. Prendiamo uno dei terremoti menzionati nell’Apocalisse, e precisamente quello del capitolo 16 dove si legge: “Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell’aria; e una gran voce uscì dal tempio, dal trono, dicendo: È fatto. E si fecero lampi e voci e tuoni; e ci fu un gran terremoto, tale, che da quando gli uomini sono stati sulla terra, non si ebbe mai terremoto così grande e così forte. E la gran città fu divisa in tre parti, e le città delle nazioni caddero; e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle il calice del vino del furor dell’ira sua. Ed ogni isola fuggì e i monti non furon più trovati. E cadde dal cielo sugli uomini una gragnuola grossa del peso di circa un talento; e gli uomini bestemmiarono Iddio a motivo della piaga della gragnuola; perché la piaga d’essa era grandissima” (Apocalisse 16:17-21).

Ora, innanzi tutto diciamo che questo grande terremoto che ci sarà è sicuramente parte dei terremoti predetti da Gesù, quando disse: “Vi saranno gran terremoti” (Luca 21:11), e poi che questo terremoto sarà un castigo di Dio in quanto fa parte delle sette piaghe che Dio manderà sul mondo degli empi secondo che è scritto poco prima: “E dopo queste cose vidi, e il tempio del tabernacolo della testimonianza fu aperto nel cielo; e i sette angeli che recavano le sette piaghe usciron dal tempio, vestiti di lino puro e risplendente, e col petto cinto di cinture d’oro. E una delle quattro creature viventi diede ai sette angeli sette coppe d’oro piene dell’ira di Dio, il quale vive nei secoli dei secoli” (Apocalisse 15:5-8). Non sono abbastanza chiare le cose? Lo vedi che è per l’ira di Dio che trema la terra, come disse il profeta Geremia secoli prima che Giovanni avesse quella visione?

Tu dici quindi: ‘Alla luce di questa sommaria statistica non ci sentiamo di condividere la posizione di quanti attribuiscono a Dio la responsabilità delle catastrofi, così come non riteniamo biblica la posizione di chi addita in ogni calamità naturale il giudizio divino, non escludendo con questo che Dio può utilizzare la natura per richiamare gli uomini all’attenzione rispetto le verità eterne’.

E ci credo che alla luce di questa sommaria statistica da te fatta non vi sentite di condividere la posizione di quanti attribuiscono a Dio la responsabilità delle catastrofi, così come non ritenete biblica la posizione di chi addita in ogni calamità naturale il giudizio divino: hai nascosto delle cose importanti, hai creato confusione, e hai distorto le Scritture per fargli dire quello che vuoi, arte in cui sei molto esperto assieme ai tuoi colleghi! Ma ecco, che poi te ne esci con la solita frase ‘soft’ che pare contraddire quello che hai detto immediatamente prima, infatti dici che con questo non escludi che ‘Dio può utilizzare la natura per richiamare gli uomini all’attenzione rispetto le verità eterne’. E che significa nella pratica questo? Come al solito hai buttato giù una affermazione ambigua. Dio può utilizzare la natura? Ma la utilizza o non la utilizza? E come la utilizza? E poi che significa per richiamare gli uomini all’attenzione rispetto le verità eterne? Forse che fa succedere certe cose per farli semplicemente riflettere e meditare, ma non per castigarli? Mi pare proprio che tu voglia dire proprio questo! Siamo dunque punto da capo. Linguaggio oscuro, confuso, che fa capire come la chiarezza non è una vostra caratteristica, e come potrebbe esserlo quando il vostro scopo è quello di confondere e ingannare le pecore del Signore?

Poi per screditare la nostra posizione biblica, e invece esaltare la vostra che è antibiblica, te ne esci dicendo: ‘I discepoli di ogni tempo al pari di quelli del tempo di Gesù vogliono salvaguardare l’onore di Dio, non imputandoGli alcuna responsabilità, ed in questo sono nel vero, ma per raggiungere questo risultato non è detto che sia necessario scaricare ogni responsabilità su questa povera e già martoriata umanità’.

Certo, hai ragione quando dici che i discepoli di ogni tempo al pari di quelli del tempo di Gesù vogliono salvaguardare l’onore di Dio, e difatti è quello che facciamo noi, difendendo l’onore di Dio dai vostri sfacciati e arroganti attacchi con i quali lo avete disonorato e lo disonorate del continuo.

Siete infatti indaffarati a disonorare il nome di Dio a più non posso, e questo ve l’ho dimostrato tante volte. Voi infatti disonorate Dio togliendogli la facoltà di scegliere a salvezza, prima della fondazione del mondo, chi vuole lui; lo disonorate dicendo che Egli non è un Dio di vendette; lo disonorate insegnando la gap-theory con la quale fate credere che i sei giorni della creazione furono giorni di restaurazione; lo disonorate ammettendo che ci possano essere state ere geologiche; lo disonorate togliendo il fuoco sia dall’Ades che dalla Geenna; lo disonorate rendendo la nuova Gerusalemme una città allegorica; lo disonorate permettendo alla donna di insegnare; lo avete disonorato facendo una intesa con lo Stato, mettendovi quindi con gli infedeli e andandovi a rifugiare sotto le ali di Faraone, cose queste condannate da Dio; lo disonorate dando la possibilità ai divorziati di risposarsi in alcuni casi; lo avete disonorato portando altri credenti davanti ai tribunali degli infedeli; lo avete disonorato manipolando i libri di Charles Spurgeon, il libro di Myer Pearlman ‘Le dottrine della Bibbia, e il Nuovo Commentario di Unger; lo disonorate con i vostri teatri, pupazzi, e mimi; lo disonorate con la vostra superbia che si manifesta sia collettivamente che privatamente con la ricerca del lusso o meglio delle cose alte, cosa questa che la Bibbia ci vieta di fare; lo disonorate con la vostra mondanità; lo disonorate andandovi a mettere mezzi nudi al mare a prendere la tintarella come quelli del mondo; lo disonorate tenendovi nelle vostre adunanze persone che si chiamano fratelli ma sono adulteri, fornicatori, rapaci, e oltraggiatori; lo disonorate deridendo e perseguitando quei fratelli che temono Dio e tremano nel suo cospetto santificandosi veramente; lo disonorate con le vostre battute e le vostre barzellette che raccontate anche durante i culti talvolta; lo disonorate dicendo – come ha fatto Francesco Toppi – che oggi non costa nulla essere Cristiani Evangelici in Italia; e mi fermo qui, ma potrei proseguire perchè di cose perverse che dite e fate con le quali disonorate il nome di Dio e la sua dottrina ce ne sono molte altre.

Con quale faccia quindi ti includi tra quelli che ‘vogliono salvaguardare l’onore di Dio’ quando tu nelle ADI sei in cima alla lista di coloro che non vogliono per niente salvaguardare l’onore di Dio e che si devono ravvedere per non incorrere nel giusto giudizio di Dio? Ma voi non volete ravvedervi, siete gente dal collo duro, che ha indurato la propria cervice. Le vostre menti sono ottuse, i vostri occhi chiusi, le vostre orecchi indurite, come anche il vostro cuore è indurito per inganno del peccato. Ma il Giudice è alla porta, e a suo tempo il male che avete fatto con le vostre lingue e le vostre mani Dio lo farà ricadere sulle vostre teste. Non illudetevi, vi siete già illusi abbastanza in tutti questi decenni.

Quindi voi pensate di salvaguardare l’onore di Dio non attribuendogli la responsabilità delle calamità naturali! Che illusi che siete, che illusi che siete! State facendo invece proprio il contrario, infatti negando che Egli causa le calamità naturali per castigare le nazioni, lo state disonorando.

Poi non poteva mancare una tua buona parola in favore dei malvagi infatti chiami questa umanità ‘questa povera e già martoriata umanità’. Ma quanta compassione avete per questa umanità! Ne avete così tanta che avete persino tolto il fuoco dall’inferno!

Vi dovete vergognare, ma veramente vergognare. Questa umanità è una generazione storta e perversa, adultera e peccatrice, questa umanità è formata dai figli della disubbidienza, dai figli dell’ira, questa umanità è formata da nemici di Dio in quanto gli uomini hanno l’animo alle cose della carne. E tu la chiami povera e già martoriata? Come dire insomma: poverini, già soffrono così tanto, non aggiungeteci pure altre sofferenze prodotte dai castighi di Dio! E quindi i pedofili, gli stregoni, gli omicidi, gli ingiusti, gli idolatri, i ladri, i fornicatori, gli adulteri, gli omosessuali, i transessuali, gli ubriaconi, i bugiardi, e gli oltraggiatori, sono ‘poverini e già martoriati’ e non è giusto che Dio riversi su di essi la sua ira! Ma leggi la Bibbia, Salvatore, perchè tu non hai proprio conoscenza. Ma non hai mai letto che “l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà ed ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l’ingiustizia” (Romani 1:18)? Si rivela, oggi, adesso, come avveniva anticamente quindi; e bada bene – nel caso ti fosse sfuggito anche questo particolare – contro OGNI empietà ed ingiustizia degli uomini. Ma a voi queste parole non interessano, perchè interessano solo o quasi quelle che parlano dell’amore, della bontà, e della misericordia di Dio!

E per avvalorare questa vostra posizione che mira alla salvaguardia dell’onore di Dio ‘non imputandoGli alcuna responsabilità’, dici: ‘Consideriamo alcuni insegnamenti della Scrittura su Dio. Il primo riguarda la Sua pazienza: “…considerate che la pazienza del Signore è per la vostra salvezza” (II Pietro 3:15). Dio nel nostro tempo non punisce fisicamente il peccato. Egli attende, nonostante le brutture umane, che gli uomini ascoltino la Parola della salvezza e si ravvedano, come scriveva l’apostolo Paolo nell’epistola ai Romani: “Oppure disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua costanza, non riconoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?” (Romani 2:4). Il secondo insegnamento riguarda la giustizia di Dio. Perché Dio dovrebbe colpire? Sarebbe una rivalsa tipicamente umana. Quanto siamo lontani dall’idea biblica di giustizia di Dio. Come si esprimeva bene il salmista allorché esclamava: “La Tua giustizia è una giustizia eterna” (Salmo 119:142)’.

Certo, consideriamo gli insegnamenti della Scrittura sulla pazienza di Dio e sulla sua giustizia.

Dio è paziente, certo, ma tu affermi il falso quando dici che ‘Dio nel nostro tempo non punisce fisicamente il peccato’, infatti la Scrittura attesta che Dio anche oggi sotto la grazia punisce sia i credenti che i non credenti per i loro peccati, e talvolta lo fa immediatamente.

Dio infatti colpì subito sia Anania e Saffira per le loro menzogne, secondo che è scritto: “Ma un certo uomo, chiamato Anania, con Saffira sua moglie, vendé un possesso, e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e portatane una parte, la pose ai piedi degli apostoli. Ma Pietro disse: Anania, perché ha Satana così riempito il cuor tuo da farti mentire allo Spirito Santo e ritener parte del prezzo del podere? Se questo restava invenduto, non restava tuo? E una volta venduto, non ne era il prezzo in tuo potere? Perché ti sei messa in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio. E Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E gran paura prese tutti coloro che udiron queste cose. E i giovani, levatisi, avvolsero il corpo, e portatolo fuori, lo seppellirono. Or avvenne, circa tre ore dopo, che la moglie di lui, non sapendo ciò che era avvenuto, entrò. E Pietro, rivolgendosi a lei: Dimmi, le disse, avete voi venduto il podere per tanto? Ed ella rispose: Sì, per tanto. Ma Pietro a lei: Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito il tuo marito sono all’uscio e ti porteranno via. Ed ella in quell’istante cadde ai suoi piedi, e spirò. E i giovani, entrati, la trovarono morta; e portatala via, la seppellirono presso suo marito. E gran paura ne venne alla chiesa intera e a tutti coloro che udivano queste cose” (Atti 5:1-11).

E Dio colpì immediatamente anche il re Erode, secondo che è scritto: “Or Erode era fortemente adirato contro i Tirî e i Sidonî; ma essi di pari consentimento si presentarono a lui; e guadagnato il favore di Blasto, ciambellano del re, chiesero pace, perché il loro paese traeva i viveri dal paese del re. Nel giorno fissato, Erode, indossato l’abito reale, e postosi a sedere sul trono, li arringava pubblicamente. E il popolo si mise a gridare: Voce d’un dio, e non d’un uomo! In quell’istante, un angelo del Signore lo percosse, perché non avea dato a Dio la gloria; e morì, roso dai vermi” (Atti 12:20-23).

Dio è anche giusto, certo, ma anche qui tu affermi una falsità quando dici: ‘Perché Dio dovrebbe colpire? Sarebbe una rivalsa tipicamente umana’. Ma che vai cianciando? Se Dio colpisse gli uomini sarebbe una rivalsa tipicamente umana? Ma non hai mai letto che “l’Eterno è un Dio geloso e vendicatore; l’Eterno è vendicatore e pieno di furore; l’Eterno si vendica dei suoi avversari, e serba il cruccio per i suoi nemici. L’Eterno è lento all’ira, è grande in forza, ma non tiene il colpevole per innocente” (Nahum 1:1-3), e che Dio ha detto: “sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Esodo 20:5-6)? Ma non hai mai letto neppure queste parole della Sapienza: “Ecco, il giusto riceve la sua retribuzione sulla terra, quanto più l’empio e il peccatore!” (Proverbi 11:31)?

E bada bene che il giudizio di Dio – come dice l’apostolo Pietro – ha da cominciare dalla casa di Dio, quindi da noi!

Tu dici: ‘Quanto siamo lontani dall’idea biblica di giustizia di Dio.’ Certo, hai detto bene, VOI siete molto lontani dall’idea biblica di giustizia di Dio, e questo perchè avete rigettato la Parola di Dio, voi rigettate e sprezzate la giustizia di Dio. Non capite proprio nulla!

Tu dici infine: ‘Come si esprimeva bene il salmista allorché esclamava: “La Tua giustizia è una giustizia eterna” (Salmo 119:142)’.
Io ti rispondo invece dicendo: Come si esprimeva bene il profeta Isaia allorchè esclamava riguardo ai pastori d’Israele: “I guardiani d’Israele son tutti ciechi, senza intelligenza; son tutti de’ cani muti, incapaci d’abbaiare; sognano, stanno sdraiati, amano sonnecchiare. Son cani ingordi, che non sanno cosa sia l’esser satolli; son dei pastori che non capiscono nulla; son tutti vòlti alla loro propria via, ognuno mira al proprio interesse, dal primo all’ultimo” (Isaia 56:10-11).

Concludo, dicendo a tutti voi che nelle ADI predicate dicendo queste ed altre falsità: ‘Ravvedetevi, e convertitevi dalla vostre vie malvagie. Avete stancato e provocato ad ira Dio sia con le vostre parole stolte, che con le vostre opere inique, e quindi il giudizio di Dio è all’opera contro di voi. Voi vi state illudendo e state illudendo altri dicendo queste cose su Dio, che non corrispondono a verità. Smettete di illudervi e di illudere gli altri’.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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