Mateus Moraes: “Ho dimenticato di pregare per i miei compagni”

Mateus Moraes all'esterno del locale di culto della Chiesa Evangelica

Mateus Moraes, 13 anni, scampato al massacro della scuola di Realengo, è andato al culto Domenica, dopo mesi di assenza dalla comunità, per ringraziare Dio per essere sopravvissuto.

La tragedia nella scuola del quartiere è stata il tema principale della riunione.

Tre giorni dopo l’attacco, il ragazzo ancora mostrava segni di shock per ciò che ha visto.

“Penso che vedrò l’immagine dei miei amici nello specchio… È così strano”, ha detto dopo il culto.

Da Giovedì, il bambino ha trascorso la maggior parte del tempo a casa, “scontroso”, secondo sua madre, Maria de Fátima Moraes. Il locale di culto è stato uno dei primi luoghi in cui Mateus è stato.

Mateus si lamenta del fatto che al momento dell’attacco era tanto nervoso che non ha pregato per i suoi amici. Sei bambini sono morti nella sua classe – Luiza Paula, Bianca, Rafael Pereira, Igor Moraes, Ana Carolina e Milena.

“Ho dimenticato di pregare per i miei compagni. Non mi sono ricordato nel momento della disperazione. Pensavo solo a salvarmi e chiedere a Dio di tirarmi fuori da quella situazione. Ero molto nervoso, piangevo, le mie gambe tremavano molto, andando da una parte all’altra. È stato un miracolo essere sopravvissuto”, ha detto.

Per Maria de Fátima Moraes Coelho, la madre del bambino, solo la fede spiega il fatto che Mateus non è stato colpito. “È stata la cosa più stupefacente al mondo. Il ragazzo diceva: ‘Togliti di mezzo’, e sparava agli altri, come se Mateus fosse un’ombra, una figura che gli impedisse di sparare agli altri”, ha detto Fátima.

via ig.com.br (c’è un video in cui vengono intervistati Mateus e sua madre)

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