Gerusalemme: Tornano alla luce le costruzioni di re Salomone


Una sezione di un antico muro della città di Gerusalemme che risale al X secolo a.e.v, forse costruito da re Salomone, è stato trovato negli scavi archeologici diretti da Eilat Mazar e condotti sotto gli auspici dell’Università di Gerusalemme.

La sezione del muro che è venuta alla luce, lunga 70 metri e alta 6, è situata nella zona nota come l’area Ophel, tra la città di David e il muro meridionale del Monte del Tempio.
Nel complesso del muro della città sono stati scoperti un corpo di guardia interno per l’accesso al quartiere reale della città, una struttura reale adiacente al corpo di guardia e una torre d’angolo che si affaccia su una considerevole sezione della vicina valle Kidron.

Gli scavi nella zona di Ophel sono stati effettuati nell’arco di tre mesi e finanziati da Daniel Mintz e Meredith Berkman, una coppia di New York interessata all’archeologia biblica. I fondi finanziano sia il completamento degli scavi archeologici con l’elaborazione e l’analisi dei reperti, sia il lavoro di conservazione e preparazione del sito per la sua apertura al pubblico all’interno del Parco Archeologico Ophel e del parco nazionale attorno alle mura di Gerusalemme.

Gli scavi sono stati condotti in cooperazione con l’Israel Antiquities Authority, l’Israel Nature and Parks Authority e la Company for the Development of East Jerusalem. Ai lavori di scavo hanno partecipato studenti di archeologia dell’Università di Gerusalemme oltre a studenti volontari dell’Herbert W. Armstrong College di Edmond, Oklahoma, e lavoratori salariati.

“Il muro della città che è stato scoperto – dice la Mazar – testimonia una presenza dominante. La forza e la forma della sua costruzione indicano un alto livello di ingegneria”. Il muro della città si trova al confine orientale della zona Ophel, in una posizione alta e strategica in cima al pendio occidentale della valle Kidron. “Un confronto tra questi ultimi reperti e le mura e le porte della città del periodo del Primo Tempio, oltre al vasellame trovato sul sito, ci permette di stabilire con un alto grado di certezza che il muro appena scoperto è quello che fu costruito da re Salomone a Gerusalemme nella seconda parte del X secolo a. e.v. – spiega Mazar – E’ la prima volta che viene trovata una struttura di quell’epoca che può essere messa in correlazione con le descrizioni per iscritto delle costruzioni di Salomone a Gerusalemme. La Bibbia ci dice che Salomone, con l’aiuto dei fenici, che erano costruttori eccezionali, costruì il Tempio e il suo nuovo palazzo e li circondò con una città, molto probabilmente collegata con il più antico muro della città di David”. Mazar cita specificamente l’inizio del terzo capitolo del primo Libro dei Re che dice: “…finché egli (Salomone) non terminò di costruire la propria casa, il Tempio del Signore e le mura di cinta di Gerusalemme”.

Il corpo di guardia alto sei metri del complesso del muro della città è costruito in uno stile tipico di quelli del periodo del Primo Tempio come Megiddo, Beersheva e Ashdod. Presenta un piano simmetrico di quattro piccole stanze identiche, due su ogni lato del corridoio principale. C’era anche una grande torre adiacente, che copriva un’area di 24 metri x 18, che doveva servire come torre di avvistamento per proteggere l’ingresso alla città. La torre è situata oggi sotto la vicina strada e deve ancora essere scavata. Il geometra inglese del XIX secolo Charles Warren, che effettuò un rilevamento sotterraneo della zona, descrisse per primo il profilo della grande torre nel 1867, ma senza attribuirla all’epoca di Salomone.

“Parte del complesso del muro della città – continua Mazar – serviva come spazio commerciale, parte come postazioni di difesa”. Nel cortile della grande torre si svolgevano svariate attività pubbliche: serviva come luogo d’incontro pubblico, come posto per condurre attività commerciali e di culto e come sede di attività economiche e legali.

Anche i frammenti di vasellame scoperti sotto il pavimento più basso dell’edificio reale, vicino al corpo di guardia, testimoniano la datazione del complesso al X secolo a.e.v. Sul pavimento sono stati trovati i resti di grandi giare di 1,15 m di altezza, sopravvissute alla distruzione del fuoco, e che sono state rinvenute in stanze che sembra servissero come magazzini, al piano terra dell’edificio. Su una di queste giare c’è un’iscrizione parziale in ebraico antico che indica la sua appartenenza ad un alto funzionario governativo.

“Le giare sono le più grandi mai trovate a Gerusalemme” dice Mazar, aggiungendo che “l’iscrizione trovata su una di esse dimostra che apparteneva a un funzionario governativo, probabilmente la persona responsabile di supervisionare la fornitura di prodotti da forno alla corte reale”.

Oltre ai frammenti di vasellame, nella zona sono state trovate anche figurine di culto, come pure sigilli a impressione sui manici delle giare con la parola “per il re”, che testimoniano il loro uso riservato alla monarchia. Sono state trovate anche delle ‘bullae’ (sigilli a impressione) con nomi ebraici, le quali pure indicano la natura reale della struttura. La maggior parte dei piccoli frammenti scoperti proviene da un complesso lavoro di setaccio a umido fatto con l’aiuto del Salvaging Temple Mount Sifting Project, diretto da Gabriel Barkai e da Zachi Zweig, sotto gli auspici della Nature and Parks Authority e della Ir David Foundation.

Tra la grande torre alla porta della città e l’edificio reale, gli archeologi hanno scoperto una sezione della torre d’angolo che misura otto metri di lunghezza e sei in altezza. La torre era fatta di pietre scolpite di insolita bellezza. Ad est dell’edificio reale è stata scoperta anche un’altra sezione del muro della città che si estende per circa 35 metri. Questa sezione è alta cinque metri e fa parte del muro che continua a nord-est e che un tempo comprendeva l’area Ophel.

(Da: Università Ebraica, Dept. of Media Relations, 22.02.10)

Nelle foto in alto: L’archeologa Eilat Mazar accanto a una sezione di 8 metri della torre d’angolo appena scoperta. Sotto: Manici di giara con l’iscrizione “per il re”, rinvenuti nel sito dello scavo

Fonte: Israele.net
Foto da Facebook

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