I vertici del partito ortodosso ebreo Shas in ansia per l’inchiesta sui rabbini Usa

Ieri nel New Jersey l’Fbi ha effettuato decine di arresti per corruzione, riciclaggio e perfino traffico di organi fra i rabbini.

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L'arresto del rabbino Saul Kassin, al centro. (AP Photo/Mel Evans)

I dirigenti del partito ortodosso Shas, una delle formazioni più influenti nella politica israeliana, seguono col fiato sospeso gli sviluppi della inchiesta lanciata dalla Fbi negli ambienti rabbinici del New Jersey, culminata ieri con decine di arresti. Malgrado l’imminenza del riposo sabbatico, la stampa locale ha dato ampio spazio alla vicenda. Nei siti web degli ebrei ortodossi c’è un’atmosfera di viva preoccupazione in quanto fra gli arrestati figurano persone molto note negli ambienti ortodossi, alcune delle quali hanno interessi in Israele. Il timore principale nel partito Shas è che la vicenda rischia di avere ripercussioni drammatiche sui finanziamenti delle istituzioni religiose sefardite (orientali) in Israele, tradizionalmente sostenute negli anni dalle comunità ebraiche di origine siriana, particolarmente attive a New York, Panama, Messico, Argentina e Brasile.

GLI ARRESTI ECCELLENTI. Fra quanti sono stati arrestati ieri dall’Fbi figurano tre persone chiave di quelle comunità: il 90enne rabbino Shaul Katzin (sospettato di riciclaggio, anche se in Israele si afferma che da tempo ha abbandonato ogni attività); il finanziare Edmund Nahum, noto anche come ‘Nahum il Saggiò, e il rabbino Eliahu Ben Haim. Questi è indicato in Israele come uno stretto amico del rabbino Yaakov Yossef, figlio del fondatore di Shas Ovadia Yossef. La stampa locale precisa che il rabbino Yaakov Yossef è rientrato ieri dagli Stati Uniti: ma la data del volo, è stato precisato, era stata fissata per tempo e non è collegata alla ondata di arresti. Nei commenti della stampa ortodossa si afferma che per motivi di prestigio l’FBI ha gonfiato ad arte una operazione molto vistosa “unendo artificialmente tre inchieste che non sono collegate fra di loro”: ossia il riciclaggio di fondi, il traffico di organi (che vede come protagonista il rabbino Levy Itzhak Ronsenbaum) e la corruzione di elementi politici statunitensi. Fra gli arrestati figurano anche membri di sette ebraiche ortodosse ashkenazite (di origine mitteleuropea), come i Belz e i Satmar. Ad accrescere la preoccupazione degli ambienti ortodossi in Israele vi è la minaccia che a quanti fossero trovati colpevoli siano comminate pene detentive fino a un massimo di 20 anni.

Venerdì 24 luglio 2009 18.52

Fonte: L’Unione Sarda

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