Gerusalemme, Monte Sion. Riportate alla luce le mura meridionali della città antica

Sono stati rinvenuti a Gerusalemme straordinari resti delle mura della città risalenti al periodo del Secondo Tempio (II sec.a.C. – 70 d.C), che furono costruite dai re asmonei e distrutte durante la Grande Rivolta. Nello stesso tempo, sulla sommità del Monte Sion, sono stati portati alla luce i resti delle mura della città del periodo bizantino (340-640 d.C.). I confini di queste fortificazioni delimitavano Gerusalemme nella parte più a sud negli anni in cui la città antica raggiunse la sua più grande espansione.

Le nuove scoperte sono state presentate il 3 settembre scorso in una conferenza stampa tenuta sul Monte Sion. Lo scavo è durato un anno e mezzo e la direzione è stata affidata all’archeologo Yehiel Zelinger dell’Israel Antiquities Authority. Hanno cooperato la Nature and Parks Authority e la Ir David Foundation, che ha garantito il supporto finanziario.

Il progetto fa parte di un più vasto programma del Jerusalem City Wall National Park, il cui fine è di preservare l’area circostante la città antica di Gerusalemme per renderla accessibile al turismo. In futuro i resti delle mura della città antica entreranno a far parte di un percorso che, a partire dal versante meridionale del Monte Sion, continuerà lungo il lato settentrionale della Valle della Geenna per terminare alla città di Davide.

I confini delle mura, che delimitano il Monte Sion a ovest e a sud, furono i primi ad essere scoperti alla fine del diciannovesimo secolo (1894-1897) dalla Palestine Exploration Fund. Le esplorazioni forono condotte sotto la direzione dell’archeologo Frederick Jones Bliss e del suo assistente, l’architetto Archibald Dickie. I metodi di lavoro usati comportavano lo scavo di pozzi, collegati mediante tunnel sotterranei, che percorrevano la facciata esterna delle mura della città.

Con gli anni la terra ha ostruito i pozzi e i tunnel, e un anno e mezzo fa, quando agli archeologi è stato chiesto di determinare la posizione delle aree scavate cento anni prima, non ci sono riusciti. Per questo motivo il progetto è stato rimandato e oggi, con mappe aggiornate, l’archeologo Yehiel Zelinger è stato in grado di individuare il tunnel scavato dalla squadra inglese che ha lasciato sul campo le sue tracce: scarpe da lavoro, resti di lampade a gas, cocci di bottiglie di vino e birra di 120 anni fa.

Secondo quanto afferma Yehiel Zelinger, direttore dello scavo per conto dell’Israel Antiquities Authority, l’aver rintracciato la posizione delle due mura della città sul Monte Sion, conferma la teoria secondo la quale la città si espanse verso sud durante quei due periodi (asmoneo e bizantino), quando Gerusalemme accrebbe la sua estensione. Durante il periodo del Secondo Tempio, la città, con al centro il Tempio, costituì un punto focale per il pellegrinaggio degli ebrei provenienti da ogni parte del mondo antico e, nel periodo bizantino, attrasse i pellegrini cristiani che seguivano le orme del Messia. Le mura della città asmonea e la linea di fortificazione risalente al periodo bizantino, di 400 anni più tardi, provano che si trattava di un punto strategico per la difesa della città. I manufatti indicano che, nonostante i costruttori bizantini non fossero consapevoli dell’esistenza delle mura del periodo del Secondo Tempio, costruirono le mura proprio lungo la linea di quelle precedenti. Per Zelinger è straordinario che dopo 2100 anni le mura si siano preservate a tre metri di profondità. Questa è una delle più straordinarie e complete sezioni di costruzione in stile asmoneo ritrovate a Gerusalemme.

Mura della città del periodo bizantino

I pellegrini cristiani del quinto e sesto secolo d.C. attribuivano la linea di costruzione delle mura all’imperatrice Eudocia, moglie dell’imperatore Teodosio II, dal quale poi si separò. Secondo le fonti storiche del periodo, le mura della città furono costruite perché in un versetto contenuto nel Libro dei Salmi, (51,20) c’era scitto: “Fa’ del bene a Sion, nella tua grazia; edifica le mura di Gerusalemme”. Nel tradurre la Bibbia in lingua greca la parola ebraica rāṣôn, il cui significato è “piacere, gradimento, favore”, fu tradotta con una parola che si avvicina molto al nome dell’imperatrice eudokia. Da qui Eudocia ne dedusse un esplicito riferimento a lei, che era perciò destinata a costruire le mura. Negli scavi è stata rinvenuta una sezione delle sue mura che si erge fino ad un’altezza di 3,30 m. ed è larga circa 2,50 m. Nella costruzione furono impiegate pietre cavate appositamente e preparate allo scopo; si possono anche distinguere delle pietre prelevate probabilmente da antiche fortificazioni vicine.

Fortificazioni del periodo del Secondo Tempio (esistenti al tempo di Gesù)

A sud del confine con le fortificazioni del periodo bizantino e alla profondità di circa 4 m. sotto le fondamenta, è stata rinvenuta una torre, alta 3,20 m., databile al tempo della dinastia asmonea (periodo del Secondo Tempio). La torre fu eretta sullo strato roccioso con grandi pietre caratterizzate da borchie al centro, incastrate senza altro materiale collante. Questo metodo di costruzione chiamato “header-stretcher” (traducibile come: ’di testa e di taglio’), usato nella costruzione di torri era tipico del periodo asmoneo. La torre faceva parte del perimetro del ’primo muro’ descritto da Giuseppe Flavio. Le altre sezioni furono scoperte alla base del muro occidentale della città ottomana, nella cittadella di Davide e in altri scavi condotti nel quartiere ebraico. Le infiltrazioni di terra e i frammenti di ceramiche che si trovano vicino al muro provano che fu usato fino al tempo della Grande Rivolta e della distruzione di Gerusalemme e del Tempio (70 d.C.).

In seguito le pietre delle mura furono probabilmente adoperate per costruire Aelia Capitolina, la colonia romana fondata dall’imperatore Adriano sulle rovine di Gerusalemme nel 131 d.C.

Fonte: SBF Taccuino / Israeli Ministry of Foreign Affairs ( 3 settembre 2008 )

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