Le appartenenze religiose negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti sono un paese marcatamente pluralista sotto il profilo religioso; un dato che, ben diversamente dal contesto europeo, si accompagna a un’alta partecipazione alla vita ed al culto delle tante comunità di fede che in quel paese si sono radicate o che, come è accaduto per i Testimoni di Geova, i mormoni e molte chiese evangeliche, lì sono sorte. Secondo l’Istituto Gallupp gli americani che frequentano regolarmente un centro di culto sono il 43%, una percentuale che negli ultimi anni peraltro tende ad aumentare. In alcuni paesi europei, tale percentuale si calcola inferiore al 10% ed in Italia è comunque inferiore al 30%.

Secondo i dati annualmente pubblicati dallo “Yearbook of American and Canadian Churches”, a cura del National Council of Christian Churches (NCCCUSA), gli Stati Uniti erano e restano un paese a maggioranza protestante ed evangelica (52%). Se questo è il dato centrale e costante, tuttavia, soprattutto in conseguenza di una serie di ondate migratorie, attualmente la singola comunità di fede più numerosa è quella cattolica che conta circa 67 milioni di membri, pari al 24% della popolazione. La continua immigrazione, spesso clandestina, dal Messico e da altri paesi del centroamerica di forte tradizione cattolica, fa sì che da anni questo dato sia in costante aumento.

La seconda comunità più numerosa è quella battista: la Southern Baptist Convention, che negli ultimi anni ha vissuto una svolta in senso conservatore sia sotto il profilo politico che teologico, conta oltre 16 milioni. Ma i battisti nel loro complesso, benché divisi e talvolta polarizzati attorno a posizioni politico-teologiche assai distanti tra loro, contano una popolazione complessiva di almeno 32 milioni di persone.
Segue la famiglia metodista che nel suo complesso, comprese importanti chiese di tradizione afroamericana, conta circa 12 milioni di membri.
I pentecostali, che nacquero un secolo fa proprio nel contesto americano, sono circa 10 milioni: la denominazione più numerosa è la Church of God in Christ, di tradizione afroamericana, che conta oltre 5 milioni di persone; 2,7 milioni invece gli aderenti alle Assemblee di Dio.

I presbiteriani, una denominazione storica della tradizione riformata negli Stati Uniti, sono poco meno di 4 milioni e in grande maggioranza si raccolgono nella Presbyterian Church USA. Appartengono alla famiglia riformata anche la Reformed Church in America, di origine olandese, e la United Church of Christ, radicata soprattutto sulla costa orientale: complessivamente raccolgono poco meno di due milioni di persone.
La famiglia luterana nel suo complesso conta circa 7,5 milioni di membri, in gran parte raccolti nella Evangelical Lutheran Church in America. La chiesa episcopale (comunione anglicana), un’altra denominazione storica nella scena religiosa degli USA, conta circa 2,3 milioni di membri. La Chiesa ortodossa, organizzata in una vera e propria diocesi americana in comunione con il patriarcato ecumenico di Costantinopoli, conta 1,5 milioni di aderenti. Circa un milione gli avventisti del Settimo giorno.

Oltre a queste grandi famiglie denominazionali, un fenomeno tipicamente americano è quello delle chiese libere o indipendenti, spesso a carattere locale, che nascono dall’iniziativa evangelistica di un particolare predicatore e restano legate al suo ministerio. Per la stessa natura di questo fenomeno è difficile definire cifre certe, tuttavia è evidente che costituisce una delle tendenze più importanti e vitali del mondo evangelico nordamericano.
Allargando il cerchio dell’osservazione ad altre famiglie confessionali, la Chiesa dei Santi degli ultimi giorni (mormoni) conta circa 5,4 milioni di membri; quanto ai testimoni di Geova, si attestano intorno al milione di praticanti.

Come è noto, negli USA è particolarmente rilevante la comunità ebraica che, superando di poco i 5 milioni di membri, risulta la più numerosa al mondo dopo quella concentrata in Israele. Più difficile quantificare altre comunità: diverse fonti attribuiscono all’islam americano tra i 3,5 ed i 5 milioni di membri; molto variabili le cifre relative a buddhisti – da 1,5 a 2,5 milioni di praticanti. Quanto agli induisti, si calcola la loro consistenza numerica intorno al milione di persone.

Tratto da NEV – Notizie evangeliche del 16 aprile 2008

Da: www.chiesavaldese.org

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