Russia, fanatici «autoreclusi» in una grotta Il capo costretto a uscire: morte due donne

Trentasei seguaci di una setta vivono in cunicoli sotterranei da novembre Ancora 11 persone si trovano nei tunnel

DA MOSCA
La vicenda dei fanatici che in novembre si erano rinchiusi in una caverna sotterranea presso Penza, nella Russia centrale, aspettando la fine del mondo, da loro prevista per maggio, è stata probabilmente più drammatica di quanto non apparisse già fin dall’inizio. Uno dei leader della setta, Vitalij Nedogon, costretto a uscire dalla caverna dal disgelo che l’aveva inondata d’acqua, ha detto che durante la volontaria prigionia «sono morte due donne e sono state sepolte sul posto. Una – ha aggiunto – è morta di cancro, l’altra invece digiunava a oltranza. È una cittadina della Bielorussia ».
Il portavoce dell’amministrazione provinciale di Penza, Anton Sharonov, ha detto che per verificare le affermazioni di Nedogon occorrerà prima evacuare i «reclusi» ancora rimasti nella caverna.
Intanto le autorità sanitarie, dopo aver visitato Nedogon, hanno espresso dubbi sulla sua salute mentale. Il leader originario della setta, Pjotr Kuznetsov, era stato riconosciuto schi­zofrenico e ricoverato in ospedale psichiatrico, ma poi dimesso. Nei giorni scorsi ha tentato il suicidio. Trentacinque membri della setta, che si definisce “Gerusalemme celeste”, si erano rinchiusi nella grotta in novembre, portando con loro anche quattro bambini di età fra un anno e mezzo e 15 anni. La caverna ha retto fino a che la temperatura esterna è rimasta «siberiana», ma con l’inizio del disgelo si è allagata. I 25 reclusi sono stati costretti ad uscire, ma 11 sono ancora «sepolti vivi». I fanatici sostenevano di avere con sé dell’esplosivo e minacciavano di farsi saltare in aria se si fosse cercato di liberarli con la forza.
( G. Ben.).

Fonte: Avvenire – giovedì 10 aprile 2008

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