Sigilli dell’ottavo secolo a.C. rinvenuti nella Città di Davide presentano una particolarità

Gli scavi condotti nella Città di Davide, a Gerusalemme, hanno permesso di rilevare un fenomeno particolare che segna uno sviluppo nel costume degli antichi abitanti della città. Precedenti reperti, del nono secolo a.C., comprendevano sigilli decorati solo con immagini (di una barca o di animali: pesci, lucertole e uccelli), ma a partire dal secolo successivo si osserva che commercianti e pubblici ufficiali cominciarono ad apporre sui sigilli i loro nomi.

Nello scavo in corso nei pressi della sorgente del Gihon, nella Città di Davide, gli archeologi hanno trovato ceramiche risalenti al Secondo Periodo del Ferro (ottavo secolo a.C.) insieme con frammenti di tre bullae (tondelli di argilla usati per sigillare lettere e merci) e due sigilli di pietra, che si utilizzavano per produrre tali impronte. Tutti hanno nomi scritti in ebraico. Uno dei sigilli (vedi foto) mostra di essere stato proprietà di un abitante della città chiamato “Rephaihu (figlio di) Shalem”.
I direttori dello scavo sono il professor Ronny Reich dell’Università di Haifa ed Eli Shukron del Dipartimento delle Antichità di Israele.

A cura di R.P.

Fonte: SBF Taccuino – giovedì 28 febbraio 2008 a 13h35

Post correlati:

Condividi

Questa voce è stata pubblicata in Archeologia, Cultura, Ebrei, Israele e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.