Crocefisso vietato a impiegata, assolta la British Airways

LONDRA. Un’impiegata cattolica della compagnia aerea Bristish Airways ha perso la battaglia legale per essere ricompensata dei danni subiti dopo che il suo capo le aveva impedito di indossare la croce al collo durante le ore di lavoro. Il caso, scoppiato nel 2006, aveva sollevato molte polemiche in Gran Bretagna dove la comunità cristiana si era ribellata sottolineando che l’imposizione della compagnia aerea era in effetti una discriminazione non solo contro la donna ma tutti i cristiani in un Paese, dove alle musulmane è permesso di portare il velo e ai sikh il turbante. Dopo una serie di intensi dibattiti tra cui quello che vide il ministro Jack Straw sfidare le musulmane della sua circoscrizione di mostrarsi a volto scoperto, la British Airways decise di cambiare le regole e permettere ai suoi dipendenti di indossare il simbolo della loro fede. Nadia Eweida, 56 anni, rischiò il licenziamento quando si rifiutò di obbedire agli ordini della compagnia ma oggi è pronta a rientrare al lavoro, indossando la sua croce al collo.
«Sono dispiaciuta del verdetto del giudice – ha detto ieri –. Garantendo vittoria alla Ba, il giudice ha permesso a questa di imporre la sua volontà sui dipendenti». Un portavoce della compagnia ha invece espresso parole di entusiasmo: «Siamo felici che il tribunale abbia appoggiato la nostra posizione. È ormai parecchio tempo che abbiamo cambiato le regole e i cambiamenti sono stati discussi con il nostro staff che origini diverse».
All’epoca dell’accaduto il vescovo di York, John Sentamu, aveva condannato le regole della compagnia . «La Bristish Airways – aveva detto – deve guardare più a fondo alla storia del Paese che rappresenta la cui cultura, diritti e tradizioni devono così tanto a quel simbolo che vuole bandire».

Elisabetta Del Soldato

Fonte: Avvenire.it – 10 gennaio 2008

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