Cisgiordania: Pastore fugge da Ramallah

Isa Bajalia ha trovato rifugio negli Stati Uniti a metà novembre. E’ fuggito dalla Cisgiordania dopo aver ricevuto delle minacce. Persino là si sente sempre in pericolo: “So che hanno contatti anche qui negli Stati Uniti e sono prudente come se fossi ancora a Ramallah”. Isa è nato in America, dove i suoi parenti, originari di Ramallah, erano immigrati negli anni 50. Lui era tornato a Ramallah come pastore battista.

In agosto, dopo aver invitato alcuni amici cristiani a pregare per i musulmani, ha cominciato a ricevere minacce: “Quando ti prenderemo ti spezzeremo le braccia e le gambe. Sappiamo esattamente cosa fai e dove lavorano i tuoi fratelli”, gli ha detto un ufficiale della sicurezza appartenente alla milizia Tanzim, una fazione di Fatah.
“Non è raro che l’autorità palestinese infiltri dei cristiani per vedere se cercano di convertire i musulmani o se hanno programmi politici” spiega il pastore. “Il nostro gruppo era molto zelante per pregare e aiutare la gente dando ai bisognosi medicinali e vitamine. Ma alcuni ufficiali dell’Autorita palestinese mi hanno messo in guardia riguardo al gruppo che prega per i musulmani. Mi hanno detto: ‘Voi pregate per i musulmani, questo significa che siete una organizzazione evangelica che cerca di convertirli al cristianesimo’. Questo è un grosso problema mi hanno detto”. I colleghi del pastore che sono rimasti a Ramallah, dove si trova la sede del governo palestinese, sono stati anch’essi oggetto di minacce. “Dopo che il gestore della libreria evangelica di Gaza è stato assassinato, prendo queste minacce molto sul serio” ammette il pastore Bajalia.

Fonte: Porte Aperte Italia

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