Prova dell’affidabilità della Bibbia ritornata a Gerusalemme

Per un anno, la Turchia dà in prestito a Israele l’iscrizione di Siloam del re Ezechia di Giuda, intagliata nella pietra e risalente probabilmente all’anno 701 a.c.: è quanto ha annunciato l’ambasciatore turco in Israele a seguito di una richiesta di Uri Lupolianski, sindaco di Gerusalemme.

In occasione del sessantesimo anniversario della fondazione dello Stato d’Israele, che sarà celebrato il prossimo anno, la Turchia è pronta a concedere in prestito per un anno la preziosa iscrizione in ebraico antico scoperta nel 1880, al tempo della dominazione ottomana, e poi trasportata in Turchia.
L’iscrizione parla della costruzione di un tunnel per l’acqua scavato nella roccia sottostante la città di Davide, nel quartiere più antico di Gerusalemme, noto anche con il termine Siloah o Shiloach. È stata intagliata nella roccia in lingua paleo-ebraica a metà del tunnel. «Ezechia fu colui che turò la sorgente superiore delle acque di Ghion e le convogliò giù direttamente attraverso il lato occidentale della città di Davide», dice la Bibbia a proposito (2 Cr 32:30). In tal modo si voleva tagliare l’approvvigionamento idrico ai nemici assiri, provenienti dalla regione corrispondente all’attuale Iraq, durante il loro assedio a Gerusalemme. Questo capolavoro della tecnica, realizzato in tempi biblici, è nominato in vari passi della Bibbia, fra cui nel libro d’Isaia.
La scritta sulla lastra di pietra, non del tutto conservata, recita: «[…] il tunnel […] e questa è la storia dello scavo. Quando [ … ] i picconi scavavano ancora l’uno contro l’altro e restavano ancora tre cubiti (unità di misura) da scavare [ … ] la voce di uno […] si sentiva chiamare dall’altra parte, [perché] c’era una fessura nella roccia, a destra e a sinistra ed il giorno che il tunnel (fu terminato) i tagliatori di pietra scavarono ognuno verso l’altra parte, piccone contro piccone e fluì l’acqua dalla sorgente fino al pozzo per 200 cubiti. E […] cubiti era l’altezza dalla testa degli scavatori.»
Dopo la scoperta del tunnel nel 1880 si trovò anche l’iscrizione. Insieme ad altre testimonianze in pietra dei tempi biblici, fra cui un’iscrizione monumentale della Collina del Tempio del tempo di Gesù, essa venne trasportata a Istanbul (nel Museo archeologico del palazzo Topkapi), ma lì fu negata alla vista della maggior parte dei visitatori. L’iscrizione proveniente dalla collina del tempio vieta ai pellegrini di avvicinarsi al cortile interno, pena la morte.
Come ha comunicato la radio israeliana, Lupolianski sarebbe intenzionato ad esporre la pietra nella città di Davide a sud della Collina del Tempio. I turchi, invece, per motivi di sicurezza, preferiscono presentare al pubblico la preziosa e straordinaria iscrizione nel Museo d’Israele a Gerusalemme.
In cambio del prestito dell’iscrizione di Siloam, dell’età di 2700 anni, che ha «un grande valore storico e culturale per il popolo ebraico», il sindaco di Gerusalemme offre la costruzione di un monumento ai soldati turchi caduti durante la Prima Guerra Mondiale in terra d’Israele.
A Gerusalemme esistono vari cimiteri militari risalenti al primo conflitto mondiale, fra cui grandi tombe militari britanniche molto ben curate sul Monte degli Ulivi e a Talpiot, e un cimitero di guerra tedesco sul Monte Sion, dove ogni anno, nel giorno di lutto nazionale, l’addetto militare tedesco depone una corona. US

(Notizie da Israele, Nr.4 – 2007)

Tratto da: ilvangelo.org

Nella foto: L’iscrizione di Siloam

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