I valdesi: “Nessuna violenza nel nome di Giovanna”

Carlo Picozza

“Strumentalizzare la morte della nostra sorella per una campagna di odio è come ucciderla un´altra volta”
Antonio Adamo: “Che questa tragedia sia occasione di riconciliazione giustizia e pace in questa città”

Una domenica mattina, la prima senza Giovanna Reggiani, nella chiesa evangelico-valdese di piazza Cavour dove lei insegnava la Bibbia ai bambini tra i 5 e i 12 anni. Con i piccoli, ieri, c´era l´amica della donna uccisa a Tor di Quinto. È Annemarie Dupré, anche lei insegnante di testi biblici. Nell´abside, intanto, il pastore Antonio Adamo accoglieva al culto domenicale dei valdesi Daniela Pompei della Comunità di Sant´Egidio e Mihaela Meris, romena cristiano-ordodossa del movimento Genti di Pace. «Sono qui», ha detto quest´ultima, «per portare la solidarietà dei romeni alla comunità valdese cui apparteneva Giovanna. Tutti noi abbiamo sofferto per il gesto folle compiuto da un nostro connazionale nei confronti di una vostra sorella e amica». Sotto il rosone della Chiesa evangelica valdese di piazza Cavour un grande striscione ricorda Martin Luther King con una sua frase: «Dall´incubo può nascere un sogno».
«Giovanna non sarà più con noi, ormai è con il Signore», ha spiegato ai piccoli l´amica della donna uccisa martedì scorso e sua collega di catechesi, Annemarie Dupré. Molti già sapevano della scomparsa della loro insegnante. E, sottolinea l´insegnante, «qualcuno era fortemente influenzato dalla campagna politico-mediatica che, in questi giorni, sollecita violenza e odio». «Allora – continua – abbiamo inventato un gioco: ognuno doveva “passare” un buffetto sulla spalla del bambino vicino. Presto si sono resi conto che di buffetto in ceffone si sarebbe potuta scatenare una rissa. Da soli hanno trovato la strada dell´aiuto e del dialogo. Alla fine, nei proponimenti di tutti c´è stato quello di invitare un rumeno nella loro casa».
Ma tra gli adulti sembra che le cose siano molto più complicate. «Strumentalizzare la morte di Giovanna – commenta Dupré – per una campagna di intolleranza, odio e vendetta sarebbe come ucciderla per la seconda volta. Giovanna sicuramente non vorrebbe essere uno strumento contro gli immigrati. Era una donna molto riservata, pronta ad accogliere e fare spazio agli altri», ricorda. «Sempre disponibile e senza apparire, la trovavi dov´era necessario. Ora che non c´è più ci siamo accorti dei vuoti che ha lasciato il suo impegno sui vari fronti del lavoro comune tra le donne e tra i bambini».
Nella chiesa senza orpelli si avvertono «amicizia e vicinanza» portate ai valdesi dalla Comunità di Sant´Egidio attraverso Daniela Pompei. Prima, nel suo sermone, il pastore Adamo aveva scandito: «Martedì scorso a Tor di Quinto non era Dio che era assente, erano gli esseri umani colpevolmente presenti». Colpe indicate anche «nei controlli polizieschi e nella vaghezza delle leggi». «Preghiamo – ha concluso il pastore – perché questa tragedia sia occasione di pace, riconciliazione e giustizia in questa città».

Fonte: L’espresso (05 novembre 2007)

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