Fermo “no” alla pena di morte dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia

Roma (NEV), 10 ottobre 2007 – Un deciso “no” alla pena di morte è stato espresso oggi, in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte, dal presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), Domenico Maselli.
“Lo Stato ha per compito la tutela della vita dei cittadini – ha dichiarato Maselli -. La fallibilità dei giudizi umani provoca molte volte degli errori giudiziari che la pena di morte rende irrimediabili. La morte del reo impedisce quella rieducazione che la nostra Costituzione pone come fine della condanna del colpevole. Nel caso di stati totalitari poi – ha proseguito -, costituisce un mezzo facile per ridurre al silenzio gli oppositori”. Maselli ha quindi voluto ricordare come il primo stato ad abolire la pena di morte è stata la Toscana di Pietro Leopoldo nel Settecento. Rifacendosi all’Epistola ai Romani, la quale afferma che l’autorità dello Stato ha il dovere di amministrare la giustizia con prontezza e severità, Maselli ha aggiunto: “Occorre che questa abolizione si accompagni alla certezza delle pene ed alla rapidità di giudizio per garantire la sicurezza dei cittadini”.
Le chiese evangeliche membro della FCEI da sempre sono impegnate nella lotta alla pena di morte. Quest’anno il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste riunito a Torre Pellice a fine agosto ha votato un documento ufficiale contro le esecuzioni capitali, sostenendo l’iniziativa del governo italiano a favore di una moratoria universale.
Secondo i dati di Amnesty International, nel 2006 sono state eseguite 5628 condanne in 25 Stati nel mondo. Di queste il 91% cento ha avuto luogo in Cina, Iran, Iraq, Pakistan, Sudan e Stati Uniti. Dal 1990 più di 50 paesi hanno abolito la pena di morte. Ad oggi circa 130 paesi rispettano una moratoria per le esecuzioni capitali.

Fonte: IlDialogo.org/NEV

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