Colombia, una bibbia al posto del fucile

COLOMBIA – La situazione degli evangelici in Colombia, un Paese da anni teatro di violenze, è drammatica e chi professa la propria fede cristiana rischia la vita.

Quasi la metà del territorio colombiano è zona di conflitti armati tra i guerriglieri e i paramilitari; questi ultimi sono armati dal governo con l’intenzione di proteggere la popolazione dai guerriglieri, ma, di fatto, si comportano proprio come i ribelli stessi.

I cristiani si trovano così tra due fuochi: vengono uccisi dai paramilitari quando aiutano i poveri e trattano con i guerriglieri, perché ritenuti marxisti, ma sono ammazzati anche dai ribelli quando si rifiutano di collaborare con loro, perché li ritengono controrivoluzionari.

Dal 1998 ad oggi, sono stati massacrati oltre quattrocento pastori e altrettante chiese sono state chiuse. Dei cinque milioni di evangelici che abitano in Colombia, circa un milione vive nelle zone in cui vige la guerra civile.
Eppure, nonostante le molte difficoltà, il vangelo continua ad essere predicato, anche tra i ribelli e molti di essi accolgono il messaggio di pace e riconciliazione, grazie all’opera degli evangelisti presenti nel Paese, che distribuiscono bibbie e letteratura cristiana anche a loro.

Le conversioni tra i ribelli sono numerose. Nel 2003 i capi guerriglieri convertiti hanno formato il movimento Agape (dal greco “amore”), Associazione di guerriglieri pentiti che predicano l’evangelo, e nel 2004 erano circa tremila i ribelli e i paramilitari che avevano deposto le armi e afferrato la bibbia.

Per i credenti impegnati nell’evangelizzazione la vita è dura e i rischi molti. Spesso vengono assassinati o costretti a fuggire. “Porte Aperte”, la missione che dal 1955 si occupa di evangelizzare e distribuire bibbie nelle zone più rischiose del mondo per i cristiani, accoglie i fuggiaschi e aiuta gli evangelisti rimasti.

Le testimonianze di chi ha cambiato vita mostrano le difficoltà, ma anche l’impegno e la gratitudine, così come racconta Olga, colombiana che collabora con PA nella distribuzione delle bibbie: «Le mogli di alcuni capi guerriglieri hanno cominciato a contattarmi e a chiedermi una bibbia. All’inizio avevo timore a fidarmi di loro, ma poi abbiamo anche cominciato a pregare insieme, per loro stesse e per i mariti» o come ricorda Arnulfo, ex guerrigliero, ora impegnato con la “Visione Agape”: «Vivevo una vita di perdizione, pieno di rancore e menzogne nel mio cuore verso i miei familiari e il governo; accettai il marxismo come norma morale, che avrebbe guidato la mia vita e fui addestrato nell’odio e nel rinnegamento di Dio, per molti anni. Poi conobbi la parola di Dio e cominciai a seguire Gesù», diventando anche pastore. [sr]

Fonte: Evangelici.net/Porte Aperte

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