Una voce da Gaza: “Prezzi alle stelle; viviamo senza pensare a domani”

“Oggi è tranquillo, ci sono solo i soliti droni (aerei radiocomandati senza uomini a bordo, ndr) che sorvolano Gaza, qualche elicottero, i blindati e i soldati israeliani che assediavano Beit Hanun, a nord, si sono ritirati; ma ieri è stato terribile, ancora una volta”: una fonte della MISNA da Gaza, che preferisce mantenere l’anonimato, descrive così la situazione dopo la massiccia incursione israeliana degli ultimi giorni che, secondo la Croce rossa, ha causato dodici vittime e trenta feriti (alcuni dei quali in gravi condizioni) tra i palestinesi. L’isolamento imposto da mesi da Israele sta intanto facendo sentire i suoi effetti, non solo sulle strutture produttive (a Gaza il 99% degli impianti è fermo), ma anche sul costo dei beni di prima necessità che in una settimana è sensibilmente salito. “La carne – dice la fonte della MISNA – costa il 30% in più rispetto a sette giorni fa e un sacco da 50 chili di farina che costava 70 shekel (12 euro circa), adesso non si compra per meno di 120 shekel (21 euro); mancano i soldi per comprare, ma pur avendoli i supermercati stanno a poco a poco esaurendo le loro scorte e tanti scaffali sono già adesso vuoti”. Intanto, tra elicotteri che volteggiano e vecchie concrete paure, la gente comune dopo i bombardamenti prova a riprendere la vita di ogni giorno: “Qui – conclude la testimonianza raccolta dalla MISNA – stiamo continuando a vivere senza sapere quel che sarà domani di noi, o forse, senza voler sapere che giorno sarà domani”.
[GB]

Fonte: Misna – 28/9/2007 14.36

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