Afghanistan: Ex-ostaggi sudcoreani, “picchiati per convertirci”

(AGI/AFP) – Seul, 12 set. – I volontari sudcoreani cristiani rapiti nel luglio scorso in Afghanistan furono picchiati e minacciati di morte se non si fossero convertiti all’Islam. Lo hanno rivelato loro stessi nel corso di una drammatica conferenza stampa a Seul. “Ci colpivano con i bastoni e ci minacciavano per costringerci a recitare le preghiere islamiche per la conversione”, ha raccontato Jae Chang-Hee, 38 anni. “Il momento piu’ difficile, durante il quale ho avuto davvero paura di morire e’ stato quanto i talebani ci misero contro il muro e, agitando le pistole, ci intimarono di convertirci all’Islam altrimenti ci avrebbero uccisi”, ha rievocato Yoo Jung-Hwa, tutor di inglese di 39 anni. Una donna, Yu Jung-hwa, ricorda di essere svenuta in quell’occasione.

Sedici donne e sette uomini della Corea del Sud furono presi in ostaggio il 19 luglio, mentre viaggiavano a bordo di un autobus nell’Afghanistan meridionale. I talebani uccisero due di loro per costringere Kabul a rilasciare alcuni guerriglieri detenuti in carcere. Il 13 agosto due donne furono rilasciate e gli altri 19 riconquistarono la liberta’ tra il 29 e il 30 agosto, dopo un accordo tra il governo di Seul e i talebani. (AGI)

Fonte: Cooperazione.agi.it – mercoledì 12 settembre 2007 h. 17:02

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