MONSONI: Prosegue l’emergenza in Asia Meridionale

La stagione dei monsoni in Asia meridionale, iniziata tra giugno e luglio, ha finora provocato oltre 3000 vittime e milioni di sfollati. L’India, la più grande tra le nazioni coinvolte, ha perso almeno 1900 persone in conseguenza delle alluvioni, di cui 325 nello Stato del Bihar, uno dei più colpiti, perché attraversato dal fiume Gange e che è anche uno dei più poveri della federazione indiana; decine di migliaia sono le persone che hanno contratto malattie tipiche di queste situazioni, quali dissenteria, infezioni degli occhi e malattie della pelle. Solo nel piccolo Stato dell’Assam, nel nordest del paese, gli sfollati sono 100.000. Il governo del Bangladesh, nazione che sorge sul delta del Gange, ha chiesto ai donors internazionali un supplemento di 120 milioni di euro di aiuti per affrontare le conseguente delle alluvioni che hanno provocato gravi danni alle infrastrutture e ucciso 713 persone (per annegamento, dissenteria, morsi di serpente e altri incidenti correlati alle piogge) mentre oltre 100.000 si sono ammalate; oltre 10 milioni di persone – secondo le stime di Dhaka – hanno dovuto lasciare le loro case distrutte o danneggiate dallo straripamento dei fiumi, la cui fitta rete attraversa il paese. Sono 123, invece, le vittime in Nepal dove la situazione appare più grave nella piane del Terai, nel sud del paese al confine con l’India, creando gravi difficoltà a quasi mezzo milione di persone e compromettendo parte del raccolto. La situazione appare molto seria anche in Pakistan, paese solitamente meno coinvolto dalla violenza delle piogge stagionali. Secondo la Croce Rossa australiana, che ha fatto una ricognizione nelle province del Baluchistan e di Sindh, si tratta delle peggiori alluvioni “a memoria d’uomo”: almeno 296 persone sono morte e 1,65 milioni sono i senza tetto. [BF]

Fonte: Misna – 20/8/2007 17.03

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