INDONESIA: “La prigione è una scuola di fede”

Venerdì 8 giugno, di mattina presto, le tre insegnanti di scuola domenicale Rebekka Zakaria, Eti Pangesti e Ratna Bangun sono state rilasciate dalla prigione distrettuale di Indramayu.

Sono state detenute per due anni perché avevano accolto bambini di famiglie islamiche nella scuola domenicale con il benestare orale dei genitori. Dopo aver scontato due terzi della loro pena, Eti, Ratna e Rebekka hanno ottenuto il rilascio anticipato.

L’uscita dal carcere era stato programmato per le nove di mattina, all’ultimo momento però il rilascio è stato anticipato di tre ore per eludere gli estremisti, che avevano minacciato di aggredire le tre insegnanti all’uscita del carcere. Per salvaguardare l’incolumità delle tre credenti, una organizzazione cristiana indonesiana aveva predisposto due pullman pieni di credenti per accogliere Eti, Ratna e Rebekka e per proteggerle se ce ne fosse stata la necessità. Inoltre erano presenti alcuni giornalisti.

Un rappresentante di Porte Aperte, presente al momento del rilascio, ha dichiarato che le tre sorelle erano felici e in pace. Altre prigioniere piangevano vedendo Eti, Ratna e Rebekka andarsene.

Le tre donne hanno vissuto la loro prigionia soprattutto come una scuola. Rebekka ci ha detto: “Ora so che, non solo i periodi buoni, ma anche quelli cattivi sono permessi dalla mano del Signore Gesù. Spesso i prigionieri vengono dimenticati dopo essere finiti dietro le sbarre, ma noi no. Molti cristiani ci hanno incoraggiate”.

Ratna ha aggiunto: “La prigione è una scuola per la fede. Qui ho lottato per la mia fede, affinché potessi essere usata nel piano di Dio. Non è per caso che sono stata rinchiusa in questo carcere”.

Eti ha detto: “Grazie, fratelli e sorelle in Cristo, perché ci siete stati vicini condividendo i nostri dolori”.

Continuate a pregare per queste tre donne coraggiose. Gli studenti estremisti delle scuole craniche continuano a sorvegliarle.

Tratto da: Porte Aperte, 151, Agosto/Settembre 2007, pag. 11

Nella foto: Eti Pangesti, Ratna Bangun, Rebekka Zakaria.

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