Striscia di Gaza: “I cristiani dovranno accettare la legge islamica”

I cristiani potranno continuare a vivere sicuri nella striscia di Gaza solo se accetteranno la legge islamica, compreso il divieto sugli acolici e alle donne che vanno in giro con il capo non approriatamente coperto. Lo ha detto lunedì in un’intervista esclusiva a WorldNetDaily lo sceicco Abu Saqer, leader di Jihadia Salafiya, un movimento di beneficienza che recentemente ha annunciato la nascita di un sua “ala militare” con il compito di far osservare la legge islamica nella striscia di Gaza.
Gli uomini di Jihadia Salafiya sono sospettati d’aver attaccato il mese scorso una scuola dell’Onu a Gaza dopo che essa aveva permesso a ragazzi e ragazze di partecipare a una stessa manifestazione sportiva. Nell’attacco era stata uccisa una persona.
Secondo Abu Saqer, i cristiani che a Gaza si impegneranno in “attività missionarie” “verranno trattati duramente”. “Ci attendiamo che i nostri vicini cristiani capiscano che il nuovo controllo da parte di Hamas significa cambiamenti concreti – dice l’esponente islamista – Ora a Gaza la situazione è cambiata di 180 gradi. La Jihadia Salafiya e altri movimenti islamici garantiranno che scuole e istituzioni cristiane mostrino pubblicamente che cosa insegnano per essere sicuri che non facciano attività missionarie. Basta alcool per le strade. E tutte le donne, comprese le non musulmane, dovranno capire che in pubblico devono sempre coprirsi. Dovranno cessare anche le attività di bar, internet cafè e sale da gioco. Se andranno avanti, li attaccheremo molto duramente”.
Abu Saqer accusa i dirigenti della piccola comunità cristiana di Gaza di “fare proselitismo e cercare di convertire i musulmani con fondi degli evangelici americani. Questa attività missionaria – minaccia – mette in pericolo tutta la comunità cristiana di Gaza”.
Secondo Abu Saqer, le poche migliaia di cristiani di Gaza “non hanno alcun bisogno” di mantenere un gran numero di istituzioni sul territorio. E aggiunge che Hamas “deve adoperarsi per imporre il governo islamico oppure perderà l’autorità guadagnata e il favore della gente”.
Le parole del leader del gruppo islamista palestinese sono state raccolte lo stesso giorno in cui si è appreso che, la settimana scorsa, un edificio religioso e una scuola cattolici nella striscia di Gaza sono stati profanati e saccheggiati durante gli scontri fra terroristi Hamas e Fatah. Lo ha riferito padre Manuel Musallem, capo della piccola comunità cattolico latina di Gaza, secondo il quale “miliziani armati hanno usato il tetto della scuola durante gli scontri, e hanno vandalizzato arredi sacri nel convento”: distrutte immagini sacre e libri religiosi, rubati computer e mobili. Esponenti di Hamas e Fatah si sono accusati a vicenda dell’incidente.

Fonte: Israele.net/YnetNews, 19.06.07

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