India: 500 donne picchiate all’uscita dal culto

Ogni settimana ci giungono notizie riguardanti la persecuzione dei cristiani in India. Da un lato ciò significa che esiste abbastanza libertà in quel paese affinché le informazioni siano diffuse. Dall’altro lato, la violenza dei mezzi impiegati per scoraggiare i cristiani e quelli che si interessano al messaggio dell’Evangelo fa venire i brividi. Ecco un dramma fra tanti altri, che ha avuto luogo all’uscita di un villaggio chiamato Kuddupur, Stato di Uttar Pradesh, il 25 marzo scorso.

Era ora di tornare a casa. Ritornando dalla chiesa, numerose persone camminavano faticosamente sull’unica strada che conduce alla stazione di trasporti in comune, quando sono spuntati fuori degli estremisti indù. Erano armati di bastoni e usavano perfino panche di legno. Circa 500 donne il cui unico crimine era di aver partecipato ad un culto cristiano hanno subito percosse. La polizia non è intervenuta e le aggressioni sono finalmente finite quando le vittime sono riuscite a fuggire.

Nello stesso momento, nel villaggio, il pastore Rajendra Chauhan ed un altro responsabile della chiesa, Subhash Patel venivano fermati. Il giorno dopo, si è appreso da un ispettore che i due uomini erano stati presentati davanti al tribunale e incolpati di oltraggio ai sentimenti religiosi (articoli 295 A, 298 e 125 del codice penale indiano).

Nell’ottobre dell’anno scorso, una campagna di disinformazione era stata ritrasmessa da certi media indiani contro questa stessa chiesa costruita 3 anni fa con un’autorizzazione ufficiale. All’epoca, il pastore era stato accusato di aver convertito degli abitanti di un villaggio con la forza. Il caso era stato risolto quando dei membri della chiesa avevano dichiarato per iscritto che essi erano divenuti cristiani per scelta. Nonostante questa campagna, la chiesa è considerevolmente cresciuta, attirando ogni domenica più di un migliaio di persone, per la maggior parte delle donne che vengono da villaggi vicini.

Fonte: Portes Ouvertes / TopInfo

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