Cina, Bilancio per l’anno 2006

Secondo il rapporto di un osservatore di China Aid Association (CAA) per l’anno 2006, il governo cinese continua ad infierire contro le chiese domestiche non registrate; tuttavia le strategie utilizzate si sono un po’ evolute rispetto alla situazione interna e sul piano internazionale.

Gli attacchi di sorpresa verso le chiese domestiche sono diminuiti nel 2006 rispetto agli anni precedenti. Secondo i dati ricevuti solo da CAA, più di seicento cristiani erano tenuti in guardia a vista dalle autorità nel 2006. Questa cifra è più bassa che nel 2005, anno in cui erano stati registrati più di duemila arresti. La diminuzione rispecchia bene la nuova tattica degli agenti della pubblica sicurezza; questa consiste nell’interrogare i cristiani durante gli attacchi piuttosto che rinchiuderli. La maggior parte dei cristiani arrestati nel 2006 erano dei responsabili di chiesa.

In paragone, i funzionari locali hanno ordinato la chiusura e la demolizione di più chiese domestiche nel 2006 che nel 2005. È nella provincia di Zhejiang che delle chiese sono state demolite nel 2006, così come un vasto edificio in corso di costruzione; era previsto per una chiesa a Xiaoshan.

Una nuova strategia consiste nel prendere di mira i responsabili di chiese domestiche e accusarli di crimini. Nel novembre del 2005, il pastore di una chiesa di casa a Pechino, Cai Zhuohua, è stato riconosciuto colpevole di “trattare degli affari illegalmente”; egli stampava delle Bibbie e le distribuiva senza l’autorizzazione del governo. Nel 2006, altri due pastori, Liu Yuhua e Wang Zaiging, sarebbero anche stati tenuti in guardia a vista e condannati per motivi identici.

Zhang Rongliang, responsabile di China for Christ (rete di chiese domestiche nella provincia di Henan), è stato condannato ad una pena di prigione di sette anni e mezzo per aver “attraversato la frontiera illegalmente e per aver ottenuto un passaporto con mezzi fraudolenti; era nel giugno del 2006.

Il governo cinese continua ad esercitare un controllo severo sul movimento ufficiale Three-Self Patriotic Movement (TSPM, Movimento Patriottico delle Tre Autonomie) che è a capo della Chiesa protestante cinese registrata. Nel giugno del 2006, l’Ufficio regionale di amministrazione delle religioni ha costretto Hu Qinghua a dare le dimissioni; egli era pastore della chiesa TSPM a Pinglu, Shanxi.

Le autorità continuano anche a controllare e a limitare i contatti fra le chiese protestanti non registrate e i cristiani all’estero, questo in contraddizione flagrante con i diritti umanitari riconosciuti a livello internazionale. Dei controlli di polizia sono stati effettuati durante conferenze che riunivano  responsabili di chiese domestiche e cristiani stranieri venuti in Cina per darvi una formazione teologica. Queste irruzioni della polizia hanno avuto luogo a Pechino, nelle province di Henan, di Yunnan e di Xinjiang Uighur.

Un resoconto che analizza la situazione provincia per provincia conferma che quelle di Zhejiang e di Henan, dove il movimento delle chiese di casa è particolarmente presente, hanno dovuto affrontare le peggiori persecuzioni durante i dodici mesi scorsi. Duecento quarantasei pastori e credenti sono stati arrestati da gennaio a dicembre del 2006, tre chiese sono state demolite, dieci persone sono state condannate ad una pena di prigione e numerose donne sono state maltrattate. Il 13 marzo del 2006, nella contea di Wen, due cristiane dell’età di settantadue anni e di ventuno anni sono state costrette a svestirsi durante l’interrogatorio. Un pastore infermo, Li Gongshe, è stato selvaggiamente picchiato; ha avuto una costola rotta.

Data la numerosa popolazione e l’estensione dell’immenso paese che è la Cina, così come la politica dei rappresentanti della Pubblica Sicurezza di tener nascosta la cifra esatta degli arresti al resto del mondo, è impossibile conoscere il numero esatto degli arresti e degli imprigionamenti.

Fonte: China Aid Association/La Voix des Martyrs, 04/2007, pag. 6

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