L’Iran è al terzo posto tra i 10 paesi dove la persecuzione dei cristiani è più forte

L’Islam è la religione ufficiale in Iran e tutte le leggi e regolamenti devono essere in accordo con l’interpretazione ufficiale della sharia. La libertà di religione si è considerevolmente deteriorata dall’inizio dell’anno 2004 quando i partiti conservatori hanno vinto le elezioni. La situazione è peggiorata quando l’ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad è stato eletto presidente nel 2005. Sebbene i cristiani facciano parte delle minoranze religiose riconosciute e la cui libertà di religione è garantita, essi ci informano di casi di carcerazione, di maltrattamento e di discriminazione a causa della loro fede. Diversi gruppi cristiani conosciuti per evangelizzare la popolazione, composta in maggioranza da musulmani sciiti, sono stati il bersaglio dei servizi segreti durante l’anno 2006.


Si conoscono almeno otto episodi in cui ex musulmani divenuti cristiani sono stati arrestati e messi in guardia a vista per diverse settimane prima di essere rilasciati. Nella maggior parte dei casi sono stati costretti a pagare degli importi importanti per essere liberati sotto cauzione ed informati che il loro caso resta passibile di azioni giudiziarie per motivo criminale. A motivo delle leggi severe sull’apostasia, ogni musulmano che lascia l’islam per aderire ad un’altra religione rischia la pena di morte.

Una notizia positiva è che un ex colonnello dell’esercito, convertito al cristianesimo e falsamente accusato d’aver nascosto la sua fede, è stato rilasciato dopo due anni passati in prigione.

Fonte: www.portesouvertes.fr

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