Uzbekistan: Tre pastori accusati dalla giustizia

“I primi giorni sono stati i peggiori” racconta Marina Shestakov, il cui marito Dmitry è stato arrestato il 21 gennaio scorso. “Avevo paura per lui. Forse avevano cominciato a torturarlo, a picchiarlo, a mettergli una maschera antigas. Conosciamo molte storie in cui la gente scompare per sempre”. In un rapporto che viene dal governo, Dmitry Shestakov è descritto come essendo “un ex drogato” implicato in “attività illegali di proselitismo”.


“Era realmente un drogato. Era terribile e orrendo” ricorda effettivamente Marina, sua moglie. “Ma era prima di essere salvato da Gesù Cristo. Più di 15 anni fa, mio marito è cambiato mediante la sua fede in Gesù Cristo. Da allora, tutta la nostra vita è stata guidata d Dio”.

Anche se le autorità del paese hanno riconosciuto di aver arrestato Dmitry Shestakov, pastore della Chiesa del Pieno Evangelo ad Andijan, sua moglie non ha ottenuto il diritto di andare a fargli visita. “Mi hanno detto che era un pericoloso criminale” spiega lei.

Il pastore è accusato di coinvolgimento in un’organizzazione religiosa illegale, di incitazione all’odio religioso e di distribuzione di documenti che incitano all’estremismo religioso. Se fosse riconosciuto colpevole di tutte queste accuse, Dmitry sarebbe passibile di una pena che va da 15 a 30 anni di carcere. Dei parenti gli hanno potuto portare del cibo e degli effetti personali di ricambio. Secondo loro, il pastore conserva coraggio nonostante i suoi problemi di salute.

All’altro capo del paese, vicino a Nukus la capitale della regione autonoma del Karakalpakstan, due pastori sono anche accusati di aver organizzato una riunione religiosa illegale. Salavat Serikbayev, 32 anni e Makset Djabbarbergenov, 26 anni, erano convocati davanti ad un tribunale lunedì 26 febbraio. Non si sono presentati. Il primo rischia fino a 8 anni e il secondo fino a 5 anni di carcere.

Salatav Serikbayev è il pastore della chiesa di Bethel nel suo paese. Nel 1999, ha già passato quattro mesi in carcere per le sue attività religiose. “Un altro soggiorno sarebbe troppo duro per mia moglie e i nostri cinque figli che hanno da 11 mesi a 10 anni” ha egli detto. Tuttavia, non è preoccupato. “Essere preoccupato è quando si perde l’appetito e il sonno. Io prego semplicemente Dio e gli chiedo quale sia la Sua volontà”.

Fonte: www.portesouvertes.fr

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