Persecuzioni a Timor

La vita non è sempre rosea a Timor. Mi ricordo un giorno in cui eravamo a Nunhila per predicare. Durante il nostro momento di preghiera che precedeva la riunione, il Signore ci rivelò che circa 400 uomini sarebbero venuti la sera stessa con lo scopo di ucciderci. Ci disse di non preoccuparci ma di tenere semplicemente la riunione come previsto, di cantare, pregare e predicare l’Evangelo, ed aggiunse: “Io vi proteggerò”.


Durante la riunione, 400 individui si radunarono davanti alla chiesa, muniti di machete, di manganelli e di altre armi, così come di bidoni di benzina per incendiare la chiesa. Gridavano minacce e cose spaventose.

Il nostro primo pensiero fu di correre a chiudere la porta, ma il Signore ci disse: “Lasciatela aperta”.

I manifestanti tentavano di precipitarsi all’interno, ma invano. Si sarebbe detto che degli angeli stavano alla porta. Tuttavia, uno degli assalitori sfuggì a quella guardia invisibile e riuscì a penetrare nella chiesa. Possedeva ciò che noi chiamiamo kris. È un coltello la cui punta è stata bagnata nel veleno, il che provoca la morte rapidissima della vittima. Munito di quest’arma, l’uomo era pronto a sgozzarci ma il Signore lo colpì di smarrimento, e poté solo camminare in cerchio. Alla fine lasciò cadere il coltello e uscì. Durante tutta questa scena eravamo rimasti tranquilli e lodavamo il Signore.

All’altro capo della città, una guardia aveva appena terminato la sua giornata e tornava a casa in camionetta. Erano quasi le undici di sera. Si avvicinò ad un incrocio: se girava a destra tornava direttamente a casa, a sinistra si orientava dalla parte della chiesa.

Prima che raggiungesse l’incrocio, il Signore gli disse di girare a sinistra e di recarsi in chiesa:

– I miei servitori che vi si trovano sono in pericolo.

– Cosa? Esclamò. Cos’è? Casco dal sonno. Voglio tornare a casa.

All’incrocio, provò a voltare a destra, ma, malgrado gli sforzi, la camionetta girò a sinistra.

Credo che niente di simile fosse mai accaduto. Era spaventato.

– Che ha questa macchina?

– Tu ti rechi in chiesa e non a casa, riprese la voce.

– Dio, se sei tu che parli, dirigi tu stesso questo veicolo perché io non so a quale chiesa debbo andare.

Mise la mano sul volante e il piede sull’accelleratore, e il Signore diresse la camionetta a sinistra, poi a destra, finché egli arrivasse in chiesa dove noi eravamo in difficoltà.

Lì, la guardia ci gridò di venire immediatamente verso il veicolo. Gli assalitori che stavano fuori di conseguenza pensarono: “Ah! È bene. La polizia li conduce in prigione”. Si scostarono per lasciarci passare e giungemmo alla camionetta sani e salvi, mentr’essi gettavano acclamazioni di trionfo. Quella gente era lontana dal sospettare che il poliziotto ci portava in un posto sicuro!

Un giorno, mentre mio cognato era a Bélé, un villaggio pagano, gli indigeni rifiutarono di ricevere l’Evangelo. Mentre predicava, gli lanciavano delle pietre per ucciderlo. Arrivarono su lui come la grandine ma si fermarono a 50 cm e ricaddero come se avessero colpito un muro di pietra. Neppure una pietra lo colpì. I pagani ne rimasero così meravigliati che un gran numero d’essi credette in Gesù Cristo.

Spesse volte vedemmo il Signore proteggerci in modo meraviglioso.

Fatti accaduti nell’isola di Timor durante il risveglio che cominciò nel 1965.

Tratto da: Mel Tari, Comme un souffle violent, Editions Missionnaires Francophones, DIJON – FRANCE, Ottobre 2003, pag. 158-160

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