Isola di Timor: Dio brucia gli idoli

Proprio un anno e mezzo fa, alcuni membri della nostra équipe fecero un’esperienza quanto mai insolita concernente gli idoli, quando il Signore chiese loro di recarsi nella parte di Timor retta dall’amministrazione portoghese.

“Dormite sul ciglio della strada. Se la gente vi invita a casa loro, rispondete: – No, il nostro Padrone ci ha detto di dormire qui, sul ciglio della strada”. Queste erano le istruzioni del Signore.


Si recarono quindi in quella parte dell’isola e, venuta la notte, si sdraiarono sul ciglio della strada. Vi passarono una, due, tre notti senza che nessuno si fosse tanto guardato da loro. Alla fine, in capo alla terza notte, gli abitanti del luogo si resero conto che erano stranieri e avevano dormito sotto le stelle.

– Da dove venite? Gli chiesero.

– Dall’Indonesia, e il nostro Padrone ci ha detto di venire qui.

– Che cosa venite a fare?

– Lo ignoriamo. Il nostro Padrone ci ha detto di venire qui e noi gli abbiamo obbedito.

– Chi è il vostro Padrone?

A questo punto, il portavoce dell’équipe rispose:

– Non possiamo dirvelo ora.

– Entrate a casa nostra, proposero gli abitanti. Non è piacevole restare sul ciglio della strada.

– Ci dispiace, rispose il portavoce. Grazie per il vostro invito ma il nostro Padrone ci ha detto di restare sul ciglio della strada.

Che strano padrone, che chiede ai suoi servitori di fare una cosa così strampalata, pensò la gente. Ma più ci pensavano e più questa idea li preoccupava. Finalmente, conclusero che si trattava di spie e li denunciarono alla polizia.

Certo, la polizia si recò immediatamente sul posto e richiese dai cristiani il nome del loro Padrone e lo scopo della loro visita.

– Noi possiamo rispondervi, a condizione che riuniate 1000 persone. Ma se voi non rispettate la condizione, noi taceremo, secondo l’ordine del nostro Padrone.

La polizia radunò quindi gli abitanti, più di 1000 persone in tutto, e informò i membri dell’équipe che essi li stavano aspettando.

– Poiché voi avete riunito tutta questa gente, noi manterremo la parola data, disse il responsabile dell’équipe.

Si misero tutti su un’altura da dove potevano essere visti e sentiti. Il capo del gruppo tirò fuori la Bibbia e si mise a predicare.

– Il nostro Padrone è Gesù Cristo.

– Abbiamo sentito parlare di lui, replicò uno nella folla, ma non molto. Possiamo chiedere al nostro prete di venire?

– Sì, andate a cercarlo.

Al suo arrivo, il prete era furioso.

– Noi siamo cattolici. Conosciamo Gesù! Perché venite a noi con questo messaggio?

– Perché il Signore dice che voi dovete ravvedervi ed essere salvati dai vostri peccati.

– Noi siamo cristiani, insistette il prete.

I membri dell’équipe scrollarono tristemente il capo.

– Il Signore ci ha detto che voi avete degli idoli, ed egli non ama affatto questo.

– Noi non abbiamo idoli, ribatté il prete.

Dopo alcuni momenti di discussione si misero d’accordo per recarsi tutti in chiesa affinché il Signore indicasse gli idoli se veramente ce n’erano. Nella chiesa c’erano statue dappertutto.

– Ecco i vostri idoli, dissero i membri dell’équipe.

Il prete arrabbiato gridò con indignazione:

– Non sono idoli! Sono Paolo, Maria, Gesù, Giovanni ed altri santi.

– Ma il Signore ci ha detto che erano degli idoli.

Comprendendo che la discussione non avrebbe approdato a nulla, uno dei membri dell’équipe fece questa proposta:

– Poiché nessuno di noi sa se si tratti o no di idoli, chiediamo a Dio di mostrarcelo. Vi ricordate quella storia della Bibbia su Elia e i sacerdoti di Baal? Ebbene! Preghiamo, raccogliamo queste statue e chiediamo al Signore di bruciarle con il fuoco dal cielo se ne è scontento.

Misero tutte le statue al centro della chiesa. Erano di bronzo, di legno o di gesso. La gente se ne stava lontana e uno dei cristiani pregò il Signore di decidere lui stesso e di fornire la prova finale bruciando tutto, se egli lo desiderava. Dopo l’ultimo “Amen”, ci fu un breve silenzio poi un lampo di fuoco scintillante simile ad un fulmine cadde con un rumore assordante e, colpendo solo le statue, le ridusse in cenere.

Il prete fu così impressionato che si fregava le mani una contro l’altra ripetendo più volte:

– Bisogna andare a cercare le altre statue. Sono in fondo alla chiesa, bisogna bruciare anche quelle.

Le tirarono fuori e furono tutte ridotte in cenere, persino quelle che erano di metallo. Nient’altro nella chiesa aveva subito danno.

In quel giorno molte persone si ravvidero e si convertirono a Cristo. E quando i membri dell’équipe partirono, il prete esclamò:

– Se il Signore vi dice di tornare, tornate!

Fatti accaduti nell’isola di Timor durante il risveglio che cominciò nel 1965.

Tratto da: Mel Tari, Comme un souffle violent, Editions Missionnaires Francophones, DIJON – FRANCE, Ottobre 2003, pag. 93-96

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Una risposta a Isola di Timor: Dio brucia gli idoli

  1. ana scrive:

    Glòria a Dio!!!!!
    Il nostro Dio è tremendo, tutto l’onore e glòria sia dato a Lui!!!!!

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