India: un’evangelista di 60 anni aggredito da un gruppo di estremisti indù

Varghese Thomas, un predicatore sessantenne e sua moglie Leelaman dell’età di 57 anni sono caduti in un’imboscata mentre circolavano su una strada di Kamakata. Sono stati violentemente percossi dai loro aggressori, degli attivisti indù che non indietreggiano davanti a niente per frenare l’espansione del cristianesimo.

La coppia di missionari era installata da più di 6 mesi nel villaggio di Guttiar, dove avevano fondato una piccola chiesa. Ma di fronte alle crescenti tensioni fra questa nascente comunità cristiana e


certi leaders religiosi indù, uno dei membri del consiglio municipale decise di organizzare una riunione per risolvere il conflitto prima che degenerasse. Fu rapidamente fissata una data: il 3 settembre 2006.

Quel giorno, verso le 19.30, Varghese Thomas e sua moglie lasciano il loro domicilio e si dirigono verso il luogo dell’appuntamento. A metà tragitto scorgono una moto rovesciata sulla banchina pedonale e un uomo disteso per terra. Varghese blocca il suo veicolo e apre la portiera per portare soccorso alla vittima. Ma mentre si china sul corpo che sembra inerte, l’uomo in questione si rialza bruscamente e gli getta della polvere di peperoncino negli occhi. In quel momento 15 estremisti indù nascosti dietro i cespugli escono fuori dal nascondiglio e si gettano sull’evangelista temporaneamente accecato. Quest’ultimo riceve allora un sacco di bastonate. “Non mi reggevo neppure sulle mie due gambe ma loro continuavano a colpirmi, mi accusavano di abbindolare gli abitanti del villaggio”. Gli assalitori hanno anche promesso una morte crudele a Varghese Thomas e a sua moglie se continuano a predicare nel villaggio.

Sylvain Prigent

Fonte: Compass Direct/www.aleloo.com

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