Vietnam: Repressioni e persecuzioni non hanno impedito all’opera di Dio di continuare

La popolazione attuale, stimata a più di 83 milioni di abitanti, è composta all’86 % da Kinh. I restanti 14 % sono costituiti da etnie minoritarie. La lingua ufficiale è il vietnamita ma l’inglese è sempre più utilizzato come seconda lingua. Si parla anche un po’ il francese, lo khmer, il cinese e delle lingue minoritarie nelle regioni montuose.


Circa il 30 % della popolazione vive al disotto del limite di povertà ma dal 2001 le autorità vietnamite fanno degli sforzi per liberalizzare e modernizzare l’economia. Le minoranze etniche montagnard delle Alte Terre del centro continuano a protestare contro la persecuzione religiosa (anticristiana) e le espropriazioni di cui sono oggetto a favore dei Vietnamiti.

Dopo 30 anni di regime marxista, più dell’80 % dei Vietnamiti si considerano come atei. Ci sono tuttavia circa 10 % di buddisti, 7 % di cattolici, meno dell’1 % di protestanti, circa 2 % di adepti di religioni orientali sincretistiche (cao daï e hoa hao) e alcuni musulmani.

Numerosi Vietnamiti hanno lasciato il paese dal 1975. Tra loro c’erano molti credenti che fuggivano dal regime comunista. Questo paese è stato rovinato da tutti gli anni di guerra e dopo da una economia marxista pianificata che non teneva conto dei bisogni reali della popolazione. La corruzione di una parte delle classi dirigenti non ha migliorato la situazione, né l’urbanizzazione che ha accelerato l’impoverimento delle campagne e delle periferie svantaggiate.

Sul piano religioso il governo controlla molto severamente l’influenza di tutte le religioni ufficialmente riconosciute. I cattolici, i buddisti, i protestanti sono infiltrati da commissari governativi. I pastori vietnamiti devono fare una relazione delle loro attività alle autorità. Alcuni responsabili religiosi sono in carcere per dei soggiorni più o meno lunghi. La carestia e la povertà sono state aggravate dall’invio di più di un milione di persone nei campi di “rieducazione” dove certi si sono suicidati. Altri sono riusciti a fuggire dal paese.

Le poche Assemblee di Dio ch’erano state stabilite nella parte sud da missionari americani tra il 1960 e il 1975 sono state chiuse, i locali confiscati e le riunioni vietate. Nel 1974, il missionario Aimé Cizeron aveva potuto assicurare alcune riunioni a Saigon. Nel 1975, i 280 missionari evangelici di ogni denominazione sono stati espulsi dal paese.

Tutte queste repressioni e persecuzioni non hanno impedito all’opera di Dio di continuare. Nelle tribù montagnard del centro del paese si sono verificate numerose conversioni anche in pieno terrore. L’opera dello Spirito Santo si propaga in tutto il paese sotto l’apparenza di riunioni domestiche.

Tratto dall’articolo: Spécial Vietnam, pubblicato su: http://actionmissionnaire.free.fr/, Circulaire d’information et de prière, mai 2006

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