Arabia Saudita: Niente visita diplomatica per 12 prigionieri cristiani

09.11.2001 – (Portes Ouvertes) – Almeno 12 cristiani immigrati sono detenuti nelle carceri dell’Arabia Saudita. Secondo dei parenti che hanno potuto fargli visita nella prigione del porto di Jedda, “la loro liberazione sarebbe imminente e dipenderebbe solo da una lettera firmata dal Ministro dell’Interno”.

È da temere che questa liberazione sia abbinata con una espulsione. La moglie di uno dei detenuti precisa che spetterà al datore di lavoro di suo marito decidere se mettere un termine o no al suo contratto. In un caso simile, i datori di lavoro subiscono tali pressioni che non hanno altra scelta che licenziare gli impiegati arrestati dalla Muttawa (polizia religiosa).

Dal canto loro, i diplomatici si lamentano di non aver mai avuto accesso ai detenuti. Un rappresentante della Nigeria ha ammesso di essere “terribilmente deluso” dall’attitudine delle autorità saudite. “Anche se il nostro compatriota avesse commesso un omicidio, noi dovremmo poterlo incontrare”.

Ricordiamo che i dodici uomini sono stati arrestati in seguito ad una festa in onore della partenza di uno di loro. Questa aveva avuto luogo in una sala affittata per l’occasione e delle “parole cristiane” sarebbero state pronunciate. L’Arabia Saudita non tollera nessuna pratica religiosa altra che l’Islam. Anche un culto privato a domicilio è vietato.

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