Turkmenistan: Un prigioniero cristiano si prepara a morire

09.02.2001 – (Portes Ouvertes) – Il pastore Shagildy Atakov, condannato a 4 anni di detenzione, ha detto a sua moglie che non pensa di sopravvivere ai brutali trattamenti di cui è vittima nel campo di lavoro di Seydy nel nord-ovest del Turkmenistan. È stato durante una visita il 3 e il 4 febbraio che Atakov, 38 anni, si è congedato da lei.

Era coperto di lividi, aveva male ai reni e al fegato e soffriva di itterizia. Nello scorso dicembre, aveva passato una settimana nell’infermeria del campo in seguito a dei problemi cardiaci.

Atakov è stato picchiato più volte e messo in isolamento a gennaio, mentre niente giustificava questa pena.

Una commissione di amnistia governativa avrebbe recentemente detto alle autorità locali di “troncarlo moralmente o distruggerlo fisicamente”.

Atakov avrebbe potuto essere amnistiato il 23 dicembre scorso se avesse fatto giuramento di fedeltà al presidente Saparmurat Niyazov e avesse pronunciato la confessione di fede musulmana in una moschea, con la mano sul Corano.

Condividi

Questa voce è stata pubblicata in Cristianesimo, Detenuti cristiani, Intercessione, Persecuzione, Turkmenistan. Contrassegna il permalink.