Uzbekistan: Un nuovo arresto

Un responsabile cristiano della regione autonoma del Karakalpakstan, nel nord-ovest dell’Uzbekistan, è incarcerato dal 25 luglio, accusato di detenzione di droga. Nikolaï Rudinsky è stato arrestato alcune ore dopo la chiusura da parte della polizia di un campo di bambini della Chiesa Presbiteriana “Mir” di Nukus, di cui egli era uno degli organizzatori. La polizia ha dato come motivo che questa chiesa “non era autorizzata ad organizzare un campo religioso”. Circa 50 bambini avevano partecipato senza incidente ad un primo campo. Le autorità non hanno rimandato a casa i bambini del campo ma hanno sostituito i monitori della chiesa col proprio personale. Nicolaï Rudinsky, uno degli organizzatori, si è subito recato sul posto per provare che il campo era patrocinato da una chiesa legalmente registrata. Al suo ritorno in chiesa, i poliziotti l’hanno arrestato e condotto via per un interrogatorio di quattro ore. In seguito, hanno affermato di aver trovato 0.2 grammi di oppio nella sua tasca durante la perquisizione. Secondo un suo amico, “Nikolaï è stato picchiato più volte”. “Egli è molto malato e deve essere curato”. Detenuto nella prigione di Nukus, può vedere sua moglie solo una volta al mese. Dal suo arresto, la chiesa Mir è chiusa. L’anno scorso quattro responsabili cristiani uzbeki sono stati arrestati e condannati a pene che vanno da 5 a 15 anni di prigione, su false accuse di “detenzione di droga”. Tre di loro erano di Nukus. Dopo mesi di detenzione, sono stati tutti liberati il 19 agosto 1999 su decreto del presidente uzbeko Islam Karimov e a seguito di forti pressioni internazionali.

Fonte: Portes Ouvertes/Voxdei

Condividi

Questa voce è stata pubblicata in Cristianesimo, Detenuti cristiani, Intercessione, Persecuzione, Uzbekistan. Contrassegna il permalink.