Arabia Saudita: Un cristiano filippino arrestato a causa di una Bibbia

03.09.1999 – (Portes Ouvertes) – Lunedì 30 agosto, abbiamo avuto la conferma dell’arresto di un giovane filippino a Riyad (Arabia Saudita). Nello spazio di quattordici mesi, più di trenta espatriati cristiani sono stati messi in carcere o espulsi dalle autorità saudite.

Arsenio “Jun” Enriques Jr., dell’età di 24 anni, cameriere in un ristorante a Riyad dal 1993, è stato arrestato nel suo domicilio il 6 luglio, dopo una perquisizione delle autorità saudite. Questo arresto è stato confermato solo il 29 agosto dall’Ambasciata delle Filippine. La polizia religiosa avrebbe trovato una bibbia nel domicilio del giovane che è stato quindi accusato “di attività di predicazione”.

Secondo un portavoce dell’ambasciata, “c’è motivo di pensare che si tratti di una questione di religione – interpretazione libera del Corano e/o distribuzione di brochures cristiane”. L’ambasciata ha avviato una procedura ufficiale presso il Ministero saudita degli Affari Esteri riguardo all’arresto di Enriquez.

Un altro caso recente e preoccupante è quello di Romeo Macabuhay, 46 anni, arrestato il 24 maggio scorso e che non ha potuto ricevere nessuna visita dal suo arresto. Macabuhay è accusato dai “muttawa” (polizia religiosa) di aver predicato il cristianesimo, accusa formulata sulla base di una fotografia trovata nel suo domicilio, che lo ritrae in piedi mentre parla dietro un leggìo.

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